ti capisco, molti anni fa con una squadra di 6 persone, siamo andati a riesumare un giardino privato di una casa in zona storica con un lato confinante con il fiume. A parte la curiosità di sapere cosa ci fosse veramente dietro quel cancello, dato che da piccolo, io nacqui nelle vicinaze di quella casa e del fiume, eravamo anche preoccupati di quello che ci attendeva visto che il posto, era disabitato da più di un ventennio.
Beh, una volta entrati, ci siamo trovati davanti ad una vera e propria boscaglia (si vedevano solo i pini secolari, da tanto che le erbacce erano alte) e avevamo avuto l'incarico di ripulirlo senza danneggiare niente, perchè questo sito era di proprietà comunale con la sovraintendenza delle belle arti, che successivamente l'ha dichiarato reperto storico.
Quindi ci venne raccontato dalle menti storiche del paese, che li sotto c'erano sicuramente delle piccole siepi che ornavano i vialetti di passaggio comprese di piccole statue. Oltretutto ci venne richiesto di "riaprire" il passaggio di un sentiero che costeggiava il fiume e che portava ad un altro capannetto degli attrezzi. Il problema era che non si vedeva più il sentiero perchè la selva era cresciuta selvaggia tra erba, rovi e piante che nemmeno si capiva cos'erano da tanto che il tutto era intrecciato. Una volta passato lo shock iniziale, il capo è andato a prendere immediatamente gli "attrezzi di sfondamento" e grazie a colpi di macete, forbicioni, rifilatrici con lame e corda dopo una settimana, siamo riusciti a trovare il "tesoro". In pratica avevano avuto buona memoria gli anziani, dicendo che vi erano vialetti, panchine, statue e soprattutto delle bellissime siepi di bosso come ornamento dei vialetti.
Beh, a distanza di ventanni, sono ancora orgoglioso di quel lavoro a cui ho contribuito anchio e dopo quella sfaticata, il posto è diventato un giardino pubblico di interesse storico. All'epoca, oltre alla soddisfazione del risultato, mi ero tolto la "paura" che avevo da piccolo quando ogni volta che passavo davanti a quel cancello (che era tutto cieco) mio padre mi diceva sempre di stare attento, perchè dietro "c'è il guardiano che ti mangia".
