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Cura della batteria di avviamento

Buongiorno a tutti, mi sono incastrato a leggere questa discussione interessante sulle batterie.
L'unica batteria che mi è durata 5-6 anni (non sto scherzando) è stata la Fiamm cubetto 44ah e 390a di spunto (provenienza autoricambi), di dimensioni 17,5x17,5.
Sostituita preventivamente lcon una bosch S3 da 40ah e 340a di spunto (provenienza brico) che mi è durata poco più di 24 mesi, ed anche questa sostituita preventivamente con la new entry bosch S4000 da 44ah e 420A di spunto. L'autoricambi mi voleva rifilare una magneti marelli da 40ah/330a di spunto preferendola alla bosch da 44ah. Magari ho sbagliato ,staremo a vedere il tempo che mi indica. Aggiungo che sulla batteria magneti marelli mi sembrava in modalità rigenerata dato che era tutta nera con il solo adesivo della casa e delle caratteristiche. Un vicino del palazzo dallo stesso autoricambi ha acquistato una batteria magneti marelli,ma l'ha dovuta tornare indietro perchè perdeva acido. per quello mi è venuto il dubbio che si potessero trattare di articoli rigenerati ( ovviamente anche essi prodotti validi). L'alternatore dell'auto è quello originale ancora della casa, (fiat punto 1242cc 8 valvole euro 2)
 
Torno su questa mitica discussione per raccontarvi quanto sono andato in fissa, ultimamente, sul discorso batterie/carica batterie/solfatazione/desolfatazione/lettera/testamento/pugno sotto il mento....

Posseggo un numero indefinito di apparecchi per caricare le batterie dell'auto. Sono una mia mania da molto tempo, ma ultimamente la cosa mi è un po' sfuggita di mano.

Ad ogni modo, i carica batterie automatici degli ultimi anni, promettono quasi tutti, compresi quelli della lidl, di eseguire una desolfatazione mediante carica ad impulsi, nella fase iniziale del ciclo di carica. Alcuni però, oltre a promettere questo, posseggono anche una funzione repair separata, che dovrebbe essere ancora più efficace di quella inclusa nel ciclo normale di carica.

Tra tutte queste mirabolanti promesse e fantasmagorici programmi, sembra di essere in campagna elettorale.

Ma fino a qualche tempo fa, avevo sempre caricato le batterie e poi verificato lo stato di carica, non lo stato di salute, mediante un multimetro.
Da un po', mi è arrivato un tester per batterie che ne misura anche il famoso SOH, state of health, stato di salute. Il principio che applica questo apparecchio è semplice: misura la resistenza interna della batteria. Più è bassa, meglio è. Entro certi limiti, che l'apparecchio ha in memoria.
Purtroppo non mìsira la capacità residua. L'unico che lo fa, l'ho visto a prezzi variabili dai 250 ai 350 euro circa.
Ad ogni modo, è sufficientemente affidabile, l'ho confrontato con apparecchi professionali utilizzati nelle officine (che comunque si basano sullo stesso principio).

Ebbene....
Ho caricato alcune batterie con carica batterie diversi, misurando lo spunto prima e dopo, con il tester di cui sopra.
I miracolosi programmi di rigenerazione avevano prodotto un netto miglioramento, pari a 0.
Quindi tutte promesse fasulle?
Non proprio.
La realtà è che nessun programma di carica di questi apparecchi comprende un ciclo di desolfatazione degno di questo nome.
Per vedere qualche risultato, bisogna usare apparecchi che abbiano l'apposito programma repair. Questo programma inizia una carica impulsiva che dovrebbe sciogliere i cristalli di solfato formatisi sulle piastre.
In effetti, una batteria che partiva da 60 mOhm di resistenza interna (milli Ohm, non rilevabili con un normale multimetro), dopo due cicli repair è scesa a 29 mOhm
Sempre troppi, dovrebbe stare attorno a 6 mOhn, circa.
Cercando, cercando, ho capito molte cosette. Molte le aveva cercate di spiegare Gioe in questa discussione, ma le ho poi capite battendoci il muso con l'esperienza personale.

La desolfatazione di una batteria è un processo tanto più difficile quanto più la solfatazione è in uno stadio avanzato. La cosa tragica è che tutti i carica batterie super intelligenti che dispongono di funzione repair, alla fine di ogni ciclo di desolfatazione su una batteria parecchio compromessa, hanno dato come risultato un simpatico triangolo col punto esclamativo, che significa "ho fallito".
Se non avessi avuto il tester per batterie, avrei portato l'accumulatore all'ecocentro, invece ho notato l'abbassamento della resistenza interna, e questo mi ha spronato ad insistere.
Infatti, ciclo dopo ciclo, la resistenza interna continua ad abbassarsi.
Quindi gli apparecchi non hanno fallito, direi piuttosto che non ci hanno creduto abbastanza.
Voglio vedere fino a che punto, ripetendo cicli di desolfatazione, la resistenza continuerà a decrescere e se tornerà a livelli accettabili.

Non pago di tutto ciò, ho anche acquistato un desolfatore (brutta traduzione dall'inglese desulphator), anche se sarebbe più appropriato chiamarlo desolfatatore, ma sono dettagli. Questo trappolino, già spiegato da Gioe anni fa, va collegato ad una batteria completamente carica, sebbene solfatata. Esso, andrà ad assorbire corrente dalla batteria stessa e ne restituirà una parte sotto forma di corrente impulsiva, ad una frequenza di circa 10Khz, andando a dissolvere, a poco a poco, i cristalli di solfato di piombo che si sono formati sulle piastre.
La sua azione non può durare più di 24 ore, dopodiché la batteria va nuovamente caricata e il ciclo può ricominciare.
Va da sé che il processo, ammesso che riesca, e non è sicuro al 100%, dipende da quanto è compromesso l'accumulatore, potrebbe durare diversi giorni, o settimane.

Cerco di tirare le somme.
Salvare batterie solfatate è una pratica da maniaci. Per il 99% degli utenti, è una pratica inutile o comunque troppo onerosa in termini di tempo.
La rigenerazione di una batteria non si fa dall'oggi al domani. Quindi se si ha una sola batteria, quella montata sull'auto, la cosa migliore da fare è smaltirla e comprarne una nuova.
Ma se vogliamo preservare la nuova batteria da morte prematura o allungarne la vita a livelli impensabili, abbiamo 2 possibilità: collegarla ad un mantenitore non appena si prevede di non toccare il veicolo più di un giorno, oppure collegare regolarmente un desolfatore (non necessita di alimentazione esterna). Una notte ogni settimana, ma anche ogni mese, anche se si usa l'auto abbastanza regolarmente. Perché questi apparecchi sono tanto più efficaci quanto minore è il grado di solfatazione. Ovviamente, per sciogliere piccoli cristalli, è sufficiente poco tempo.
Per salvare una batteria già in avanzato stato di solfatazione, sarà necessario molto tempo e cicli di ricarica.
L'apparecchietto in questione costa 20 euro.
I carica batterie con funzione repair sono abbastanza efficaci, per stati iniziali di solfatazione, ma impossibili da utilizzare per chi non ha l'auto nel box e con una presa elettrica a disposizione.

Spero di non avervi troppo tediato.
 
Lo sperimentare e il capire è sempre utile perché costruisce esperienze.
Personalmente non starei a diventare matto se dovesse saltare una batteria, se provando a caricarla non tiene la butto, però a livello di laboratorio/tempo perso può sempre tornare utile magari per alimentare qualcosa che ha bisogno una 12 stabile senza switching o ripple vari.
Che ricordo con batterie di marca montate finora non son mai durate meno di 5 anni.
 
Lo scatolotto è quello in foto, e questo è il link
400Ah arancione Auto Smart Pulse Batteria Desulfator di Revive Regenerate e le batterie, per Batterie Piombo-Acido https://www.amazon.it/dp/B01A8F5KA6/

Comunque, tutto lo sbatti legato alla conservazione e rigenerazione delle batterie è particolarmente importante più per i camperisti, che devono spesso gestire più batterie che restano per molto tempo inutilizzate. E per possessori di auto d'epoca o comunque chi ha dei veicoli che vengono usati poco.
Per tutti gli altri c'è mastercard 🤣
 

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Non dimenticare chi ha piccole batterie di fotovoltaico... o chi ha "utenze" fuori dalla rete elettrica.
Recuperare vecchie batterie piombo/acido è uno sport invernale diffuso, e visto che queste sono ben più resistenti alle basse temperature (non quanto le EFB, non quanto le AGM) delle batterie al litio, a volte recuperare qualche 12 o 24v "cicciona" è un buon modo per espandere lo "zaino" di capienza senza diventare pazzi.
 
Non ho nominato il fotovoltaico perché, diciamo, non attinente al forum 😁 e perché ne so poco o nulla, ma molti video che ho trovato parlano proprio di batterie per il fotovoltaico
 
No, non ho ancora avuto il coraggio di spendere altri 80 euro o più per un ctek.
I più blasonati che ho sono un Noco Genius 5 e un Telwin T-charge 12 Evo.
Messaggio doppio unito:

Ehm, mi correggo...
Non AVEVO ancora avuto il coraggio...
Il modello MXS 5.0 è in offerta a "soli" 76 euro...e niente, mi arriverà domani 🤣
 
Ultima modifica:
Almeno vendine qualcuno... Hai (se non ha cambiato padrone) una moto, un'auto, un'auto che forse venderai. Ad un certo punto più di 3 non ti servono!
 
Ho però abbastanza batterie da occupare, volendo, tutti i carica batterie.
Non li compro per utilità, per quello mi bastava l'apparecchio della lidl 😜
 
In verità, alcuni me li hanno inviati appositamente per i miei test, seguiti da video
Messaggio doppio unito:

L'ultimo che ho pubblicato ha una storia divertente alle spalle.
Ho talmente riempito di dubbi e domande la tizia del marketing di Topdon, che mi ha risposto "se non ti piace, non serve che fai il video, adesso c'è il modello nuovo, ti manderò quello". 😜
Poi, il video l'ho fatto lo stesso perché è un apparecchio onesto.
Quello nuovo, comunque, è di un altro livello.
 
No, non ho ancora avuto il coraggio di spendere altri 80 euro o più per un ctek.
I più blasonati che ho sono un Noco Genius 5 e un Telwin T-charge 12 Evo.
Messaggio doppio unito:

Ehm, mi correggo...
Non AVEVO ancora avuto il coraggio...
Il modello MXS 5.0 è in offerta a "soli" 76 euro...e niente, mi arriverà domani 🤣

certo che 80 euro confrontarlo con il LIDL rosso 5A da 14 euro fa un po' impressione,
però ci sono delle cose in più che per l'appassionato possono far passare il prezzo in secondo piano


poi dopo le varie prove e confronti, facci sapere ..........



ps il ctek tasto rosso ha anche la compensazione di temperatura
Messaggio doppio unito:

se qualcuno è interessato per 70 euro, qui è disponibile a 69 euro per i prossimi tre giorni


https://www.louis-moto.it/artikel/c...teria/10002718?filter_article_number=10002718


e non è che vi devo suggerire io che per avere la spedizione gratuita (70 euro) basta aggiungere un qualsiasi prodotto dal costo anche minimo di 1 euro
come questa borsa

https://www.louis-moto.it/artikel/l...ff79f168c826f1&filter_article_number=10000792

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Ultima modifica:
Io ho il ctek 3.8 da qualche anno. Lo alterno con il grigio Lidl, da 3.8 anche lui, nel caricare le batterie. Quello economico è sempre più solerte nel finire il suo lavoro.
 
@edesmo ecco qua...adesso la scimmia me l'hai fatta venire tu...ho comprato la borsa!! :AZzz:
 
Io ho il ctek 3.8 da qualche anno. Lo alterno con il grigio Lidl, da 3.8 anche lui, nel caricare le batterie. Quello economico è sempre più solerte nel finire il suo lavoro.
Non è solerte. È frettoloso.
Ho notato anch'io che i carica batterie piccoli della lidl (io ho il 3.8 grigio e 2 5.0 rossi) arrivano allo stato "full" molto prima di altri apparecchi. Tra l'altro, il modello nero da 10A della lidl ci mette molto ma molto più tempo a caricare rispetto ai fratelli minori.
Oltretutto, una prova che ti consiglio di fare, se non l'hai già fatta, è di caricare con l'apparecchio lidl e poi collegare il ctek.
Qualcosa mi dice che il ctek continuerà a caricare dove il lidl dava full.
Ho fatto la prova sia passando dal lidl rosso al lidl nero, sia dal lidl rosso al telwin.
In entrambi i casi, la carica è proseguita, mentre il lidl rosso si era fermato
Messaggio doppio unito:

Non vedo l'ora di leggere le tue impressioni, in particolar modo per la desolfatazione ovviamente, per il resto è già noto!
E vediamo se fai venire la scimmia anche a me!! :-D
Aggiornamento: arrivato il Ctek MXS5.0
Letto le istruzioni, già mi ero fatto un'idea (negativa), e la prova pratica, per il momento, sembra confermare la mia intuizione.
Il programma RECOND del Ctek, non è un programma di desolfatazione. La desolfatazione viene eseguita all'inizio di ogni ciclo di carica, qualsiasi sia quello che abbiamo selezionato.
Il programma recond, aggiunge una fase di carica a 15.8V, avete letto bene, 15.8 V, che può durare da 2 a 4 ore.
Mi sa tanto di "o la va o la spacca" 🤣
Però, dato che non avevo (quasi) nulla da perdere, ho collegato il Ctek alla solita batteria "bottana", nel senso che se la sono passata altri 4 modelli di carica batteria, prima del Ctek, e vedremo questo cosa combinerà.
Mi ha subito scoraggiato il fatto che, appena collegato il Ctek, il signorino ha saltato la fase 1, desolfatazione, ed è passato alla fase 4 direttamente (che ora non ricordo quale sia, dato che ho lasciato tutto nel garage). Quindi, secondo lui, la batteria NON sarebbe solfatata, ma una resistenza interna di 26 mOhm (ricordo che prima di iniziare il contest tra carica batterie, la resistenza era di 60mOhm) parla abbastanza chiaro.
Vabbè, lo lascio lavorare 24 ore e domani vedremo che risultati ha raggiunto.
La fase successiva, se il ctek non dovesse fare la magia, e non penso la farà, sarà collegare un altro apparecchio che mi è appena arrivato, che ha appena resuscitato la batteria della punto.
Non mi aspetto di veder passare la resistenza interna da 26 a 8 mOhm, ma di vederla scendere ancora, questo sì.
Poi, collegherò il desolfatatore specifico e vedremo.
Stay tuned
 
Ultima modifica:
il desolfatatore puro, può essere anche collegato in parallelo ad un caricabatteria di vecchio tipo a corrente (pseudo) continua,
regolato a basso amperaggio, tipo 1A,
in questo modo eviti di fare attacca/stacca per ricaricare


non vanno bene i caricatori - manutentori che sono ad impulsi
 
Sì, avevo letto e sentito questa possibilità da alcuni articoli e video.
Penso che vada bene anche un alimentatore da laboratorio, che ne dici?
 
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