- Auto
- Grande Punto 1.2 Dynamic 2006 - Panda Twinair turbo 4x4 2014
(Quando si maneggia a una batteria al piombo indossare sempre adeguati occhiali di protezione)
Mi limiterò alle batterie “sigillate” nelle quali non si può controllare la densità dell'elettrolita e il colore delle piastre.
1) Controlla e tieni puliti i poli della batteria e i rispettivi morsetti di collegamento.
In caso di ossidazione rimuovi la batteria dall'auto e utilizza una soluzione di acqua tiepida e bicarbonato di calcio, magari aiutandoti con uno spazzolino. Già che ci sei puoi utilizzare la soluzione anche per pulire l'esterno della batteria che, con lo sporco, può diventare conduttivo. Una volta asciutto puoi ulteriormente pulire le zone di contatto con le apposite spazzole come questa:
L'ossidazione può essere prevenuta utilizzando appositi prodotti, vasellina o del semplice grasso siliconico spray. Personalmente utilizzo grasso siliconico spray sul solo polo positivo e spruzzato dopo aver pulito e fissato i morsetti
2) Mantieni la batteria carica
Le batterie dell'auto non a caso sono chiamate “batterie di avviamento” in quanto la loro funzione principale è quella di immagazzinare l'energia necessaria a riavviare il motore termico.
Già sotto l'80% della sua carica (SoC State of Charge – stato di carica) una batteria andrebbe ricaricata
Solfatazione
L'eccessiva scarica danneggia la batteria attraverso il processo di solfatazione. Tale processo inizia appena cessa la carica o perché la batteria è staccata dal caricatore o perché si spegne l'auto. Nel processo di carica i cristalli di solfato di piombo sono riconvertiti in piombo. Avere la batteria non completamente carica significa che non tutti i cristalli sono stati riconvertiti. Se tale stato si mantiene per troppo tempo i cristalli non potranno più essere riconvertiti e si depositeranno permanentemente. Il tempo necessario affinché questo avvenga varia tra un tempo di alcune settimane ad alcuni mesi e dipende dalla qualità della batteria, dalla temperatura (più è alta e più il fenomeno si fa pericoloso), dallo stato di carica e dalla presenza del fenomeno della stratificazione.
Esistono particolari dispositivi elettronici e caricabatteria con la funzione di desolfatazione.
Carica
Il più importante strumento per mantenere carica la batteria è l'alternatore. Una prova empirica e velocissima del buon funzionamento dell'alternatore è infatti la presenza in auto di una batteria carica. Si è portati a pensare che il dimensionamento in Ah della batteria non debba essere troppo grande rispetto alla batteria montata in fabbrica, altrimenti l'alternatore non sarebbe in grado di ricaricarla. In ambito marino si utilizza la semplicistica regola del 25%: l'alternatore deve essere almeno un quarto della batteria. Trovando lo spazio fisico, con questa regola, sulla mia Grande Punto si può arrivare tranquillamente a mettere una batteria da 280Ah e se lo fanno in mare, dove rimanere a piedi è più pericoloso che in strada, mi posso fidare.
In realtà la capacità dell'alternatore di ricaricare la batteria dipende molto dal tipo di utilizzo che si fa dell'auto.
Esempio poniamo che in un avvio il motorino d'avviamento assorba per 2 secondi 100A (quindi 200 As = 0,056 Ah)
Tcharge = Tdischarge * (Idischarge / Icharge) * k
in cui:
Tcharge è il tempo per ricaricare la corrente elettrica assorbita dal motorino d'avviamento
Tdischarge è il tempo in cui il motorino d'avviamento è utilizzato (2 secondi)
Idischarge sono gli Ampere assorbiti dal motorino d'avviamento
Icharge sono gli Ampere che, una volta avviata l'auto, passano dall'alternatore alla batteria
k è il coefficiente di efficienza della batteria che è tra 1,1 e 1,2. Scegliamo 1,15
Tcharge potrà quindi andare da pochi secondi fino a un tempo superiore all'utilizzo dell'auto. Infatti Icharge dipende dallo stato della carica della batteria (più è scarica e più accetta A) e dal surplus rispetto ai consumi elettrici dell'auto che l'alternatore riesce a fornire.
Ecco la curva di rendimento dell'alternatore della mia auto
A 3.600 giri al minuto (dell'alternatore) è già in grado di fornire i 70A di targa. Tornando alla nostra formula, ipotizzando un assorbimento di 30A (solo più di 10A se ne vanno per i fari) dei dispositivi elettrici dell'auto avremmo:
Tcharge = 2s x (100/40) x 1,15 = 6 secondi
In realtà difficilmente la batteria accetterà 40A. Se scendiamo a 2A il tempo necessario diventa
Tcharge = 2s x (100/2) x 1,15 = 115 secondi
Non ho scelto 2A a caso, ma è il valore più basso della fase Absortion (a tensione costante) del processo di ricarica di un buon caricabatterie.
Ma poniamo il caso limite di un'auto utilizzata d'inverno, con accesi autoradio, sbrinatore posteriore, lavavetri anteriori e posteriore, ventola riscaldamento, fari e pure il climatizzatore per sbrinare i vetri. Ben difficilmente in città e per percorsi brevi si riusciranno a raggiungere i giri al minuto per il tempo necessario a ricaricare la batteria.
Una soluzione parziale può essere quella di cercare di limitare l'uso di energia elettrica tenendo puliti i vetri e utilizzando un antiappannante.
SoC (stato di carica)
Come faccio a sapere se la batteria è carica e quindi va tutto bene?
Ottima domanda, peccato che non ci sia una risposta certa. Non potendo esaminare la densità dell'elettrolita non si può che andare per deduzione dalla tensione misurata a vuoto (col polo negativo staccato, se l'assorbimento dell'auto è minimo e ne siamo certi, si può anche misurare senza staccare il polo negativo).
Il meglio sarebbe avere i dati del produttore della batteria, ma non sempre è possibile procurarseli.
In tal caso si può fare riferimento alle tabelle di questo sito http://jgdarden.com/batteryfaq/carfaq4.htm.
Se non sai se la tua batteria è Ca/Ca o Sb/Ca quasi sicuramente è Ca/Ca.
Prima di misurare la tensione a vuoto è necessario eliminare la c.d. carica superficiale che è la miscela tra acido solforico ed acqua che si forma lungo la superficie delle piastre come risultato del processo di carica o di scarica e che falsa la lettura. Il metodo definito migliore è di lasciare riposare la batteria senza caricarla o scaricarla dalle 2 alle 8 ore. Oppure accende i fari per 5 minuti (senza accendere il motore), spegnerli e poi aspettare 10 minuti. Se vogliamo essere precisissimi, possiamo calcolare quanti Ah abbiamo sottratto accendendo i fari.
Esempio: 12A x 5 minuti / 60 = 1Ah. Se la batteria è da 40Ah, gli abbiamo sottratto il 2,5% di carica. Quindi una quantità che non va ad inficiare più del misurabile, il risultato finale.
Open Circuit Voltage (OCV) vs. Temperatureat Various States-Of-Charge (SoC)for a Wet "Maintenance Free" (Ca/Ca)or VRLA (AGM or Gel Cell) Battery Table - tabella presa da http://jgdarden.com/batteryfaq/carfaq4.htm
Ma c'è un metodo ancora migliore. Tutti prima o poi compriamo una batteria nuova. Sarebbe buona norma caricare la batteria nuova, lasciarla riposare almeno otto ore e segnarsi la temperatura e i Volt a vuoto, ripetendo l'operazione un paio di mesi dopo. In tal caso abbiamo la tensione al 100% della carica della “nostra” batteria. Se nei due mesi di utilizzo la batteria è stata utilizzata bene, alla seconda misurazione sarà ancora meglio di quanto era appena stata acquistata.
Ricordo che la temperatura di riferimento è quella dell'elettrolita.
Caricabatteria e manutentore di carica
Siamo arrivati a dover caricare la nostra batteria o a mantenere la carica. Per tagliare corto è consigliabile avere un caricabatteria e/o manutentore con la compensazione di temperatura e che il controllo della temperatura sia compatibile con la nostra batteria. A titolo di esempio ecco come è impostato il regolatore di tensione dell'alternatore della mia GP da cui si capisce come e quanto la temperatura influisce sulla tensione di carica (in questo caso poco: con una tensione di 14,2V soddisfo praticamente tutte le temperature):
Qualora il caricabatteria non abbia la compensazione della temperatura è consigliabile non operare troppo al di là dei 25°C.
3) Intervenire il prima possibile
Appena si ha sentore di un problema intervenire il prima possibile: ricarica ed esegui un test.
4) Fresco al caldo e carica al freddo
Nei periodi più caldi dell'anno cerca di tenere la batteria nei luoghi più freschi (o meno caldi). Se sta su uno scaffale scegli il luogo più fresco, se sta in auto c'è poco da fare se non parcheggiare all'ombra o in garage invece di tenere l'auto tutto il pomeriggio al sole.
Il freddo riduce la tensione ed aumenta quindi la richiesta di corrente. Inoltre aumenta l'attrito da vincere per mettere in moto il motore. Una batteria scarica congela a temperatura inferiore di una carica. Una batteria congelata è una batteria da buttare.
Mi limiterò alle batterie “sigillate” nelle quali non si può controllare la densità dell'elettrolita e il colore delle piastre.
1) Controlla e tieni puliti i poli della batteria e i rispettivi morsetti di collegamento.
In caso di ossidazione rimuovi la batteria dall'auto e utilizza una soluzione di acqua tiepida e bicarbonato di calcio, magari aiutandoti con uno spazzolino. Già che ci sei puoi utilizzare la soluzione anche per pulire l'esterno della batteria che, con lo sporco, può diventare conduttivo. Una volta asciutto puoi ulteriormente pulire le zone di contatto con le apposite spazzole come questa:
L'ossidazione può essere prevenuta utilizzando appositi prodotti, vasellina o del semplice grasso siliconico spray. Personalmente utilizzo grasso siliconico spray sul solo polo positivo e spruzzato dopo aver pulito e fissato i morsetti
2) Mantieni la batteria carica
Le batterie dell'auto non a caso sono chiamate “batterie di avviamento” in quanto la loro funzione principale è quella di immagazzinare l'energia necessaria a riavviare il motore termico.
Già sotto l'80% della sua carica (SoC State of Charge – stato di carica) una batteria andrebbe ricaricata
Solfatazione
L'eccessiva scarica danneggia la batteria attraverso il processo di solfatazione. Tale processo inizia appena cessa la carica o perché la batteria è staccata dal caricatore o perché si spegne l'auto. Nel processo di carica i cristalli di solfato di piombo sono riconvertiti in piombo. Avere la batteria non completamente carica significa che non tutti i cristalli sono stati riconvertiti. Se tale stato si mantiene per troppo tempo i cristalli non potranno più essere riconvertiti e si depositeranno permanentemente. Il tempo necessario affinché questo avvenga varia tra un tempo di alcune settimane ad alcuni mesi e dipende dalla qualità della batteria, dalla temperatura (più è alta e più il fenomeno si fa pericoloso), dallo stato di carica e dalla presenza del fenomeno della stratificazione.
Esistono particolari dispositivi elettronici e caricabatteria con la funzione di desolfatazione.
Carica
Il più importante strumento per mantenere carica la batteria è l'alternatore. Una prova empirica e velocissima del buon funzionamento dell'alternatore è infatti la presenza in auto di una batteria carica. Si è portati a pensare che il dimensionamento in Ah della batteria non debba essere troppo grande rispetto alla batteria montata in fabbrica, altrimenti l'alternatore non sarebbe in grado di ricaricarla. In ambito marino si utilizza la semplicistica regola del 25%: l'alternatore deve essere almeno un quarto della batteria. Trovando lo spazio fisico, con questa regola, sulla mia Grande Punto si può arrivare tranquillamente a mettere una batteria da 280Ah e se lo fanno in mare, dove rimanere a piedi è più pericoloso che in strada, mi posso fidare.
In realtà la capacità dell'alternatore di ricaricare la batteria dipende molto dal tipo di utilizzo che si fa dell'auto.
Esempio poniamo che in un avvio il motorino d'avviamento assorba per 2 secondi 100A (quindi 200 As = 0,056 Ah)
Tcharge = Tdischarge * (Idischarge / Icharge) * k
in cui:
Tcharge è il tempo per ricaricare la corrente elettrica assorbita dal motorino d'avviamento
Tdischarge è il tempo in cui il motorino d'avviamento è utilizzato (2 secondi)
Idischarge sono gli Ampere assorbiti dal motorino d'avviamento
Icharge sono gli Ampere che, una volta avviata l'auto, passano dall'alternatore alla batteria
k è il coefficiente di efficienza della batteria che è tra 1,1 e 1,2. Scegliamo 1,15
Tcharge potrà quindi andare da pochi secondi fino a un tempo superiore all'utilizzo dell'auto. Infatti Icharge dipende dallo stato della carica della batteria (più è scarica e più accetta A) e dal surplus rispetto ai consumi elettrici dell'auto che l'alternatore riesce a fornire.
Ecco la curva di rendimento dell'alternatore della mia auto
A 3.600 giri al minuto (dell'alternatore) è già in grado di fornire i 70A di targa. Tornando alla nostra formula, ipotizzando un assorbimento di 30A (solo più di 10A se ne vanno per i fari) dei dispositivi elettrici dell'auto avremmo:
Tcharge = 2s x (100/40) x 1,15 = 6 secondi
In realtà difficilmente la batteria accetterà 40A. Se scendiamo a 2A il tempo necessario diventa
Tcharge = 2s x (100/2) x 1,15 = 115 secondi
Non ho scelto 2A a caso, ma è il valore più basso della fase Absortion (a tensione costante) del processo di ricarica di un buon caricabatterie.
Ma poniamo il caso limite di un'auto utilizzata d'inverno, con accesi autoradio, sbrinatore posteriore, lavavetri anteriori e posteriore, ventola riscaldamento, fari e pure il climatizzatore per sbrinare i vetri. Ben difficilmente in città e per percorsi brevi si riusciranno a raggiungere i giri al minuto per il tempo necessario a ricaricare la batteria.
Una soluzione parziale può essere quella di cercare di limitare l'uso di energia elettrica tenendo puliti i vetri e utilizzando un antiappannante.
SoC (stato di carica)
Come faccio a sapere se la batteria è carica e quindi va tutto bene?
Ottima domanda, peccato che non ci sia una risposta certa. Non potendo esaminare la densità dell'elettrolita non si può che andare per deduzione dalla tensione misurata a vuoto (col polo negativo staccato, se l'assorbimento dell'auto è minimo e ne siamo certi, si può anche misurare senza staccare il polo negativo).
Il meglio sarebbe avere i dati del produttore della batteria, ma non sempre è possibile procurarseli.
In tal caso si può fare riferimento alle tabelle di questo sito http://jgdarden.com/batteryfaq/carfaq4.htm.
Se non sai se la tua batteria è Ca/Ca o Sb/Ca quasi sicuramente è Ca/Ca.
Prima di misurare la tensione a vuoto è necessario eliminare la c.d. carica superficiale che è la miscela tra acido solforico ed acqua che si forma lungo la superficie delle piastre come risultato del processo di carica o di scarica e che falsa la lettura. Il metodo definito migliore è di lasciare riposare la batteria senza caricarla o scaricarla dalle 2 alle 8 ore. Oppure accende i fari per 5 minuti (senza accendere il motore), spegnerli e poi aspettare 10 minuti. Se vogliamo essere precisissimi, possiamo calcolare quanti Ah abbiamo sottratto accendendo i fari.
Esempio: 12A x 5 minuti / 60 = 1Ah. Se la batteria è da 40Ah, gli abbiamo sottratto il 2,5% di carica. Quindi una quantità che non va ad inficiare più del misurabile, il risultato finale.
Open Circuit Voltage (OCV) vs. Temperatureat Various States-Of-Charge (SoC)for a Wet "Maintenance Free" (Ca/Ca)or VRLA (AGM or Gel Cell) Battery Table - tabella presa da http://jgdarden.com/batteryfaq/carfaq4.htm
Ma c'è un metodo ancora migliore. Tutti prima o poi compriamo una batteria nuova. Sarebbe buona norma caricare la batteria nuova, lasciarla riposare almeno otto ore e segnarsi la temperatura e i Volt a vuoto, ripetendo l'operazione un paio di mesi dopo. In tal caso abbiamo la tensione al 100% della carica della “nostra” batteria. Se nei due mesi di utilizzo la batteria è stata utilizzata bene, alla seconda misurazione sarà ancora meglio di quanto era appena stata acquistata.
Ricordo che la temperatura di riferimento è quella dell'elettrolita.
Caricabatteria e manutentore di carica
Siamo arrivati a dover caricare la nostra batteria o a mantenere la carica. Per tagliare corto è consigliabile avere un caricabatteria e/o manutentore con la compensazione di temperatura e che il controllo della temperatura sia compatibile con la nostra batteria. A titolo di esempio ecco come è impostato il regolatore di tensione dell'alternatore della mia GP da cui si capisce come e quanto la temperatura influisce sulla tensione di carica (in questo caso poco: con una tensione di 14,2V soddisfo praticamente tutte le temperature):
Qualora il caricabatteria non abbia la compensazione della temperatura è consigliabile non operare troppo al di là dei 25°C.
3) Intervenire il prima possibile
Appena si ha sentore di un problema intervenire il prima possibile: ricarica ed esegui un test.
4) Fresco al caldo e carica al freddo
Nei periodi più caldi dell'anno cerca di tenere la batteria nei luoghi più freschi (o meno caldi). Se sta su uno scaffale scegli il luogo più fresco, se sta in auto c'è poco da fare se non parcheggiare all'ombra o in garage invece di tenere l'auto tutto il pomeriggio al sole.
Il freddo riduce la tensione ed aumenta quindi la richiesta di corrente. Inoltre aumenta l'attrito da vincere per mettere in moto il motore. Una batteria scarica congela a temperatura inferiore di una carica. Una batteria congelata è una batteria da buttare.
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