• I contenuti presenti in questo Forum sono perlopiù frutto di opinioni ed esperienze personali, condivise tra automobilisti, e devono quindi essere prese come tali.

    Sei sempre e comunque invitato ad informarti ulteriormente, tramite altri canali, e di rivolgerti ad un professionista in caso di qualunque necessità!

Aumento prezzo carburanti Gpl / Metano

Tornando ai prezzi dei carburanti...
Sappiate che la "gita" che è stata iniziata venerdì mattina potrebbe influenzare il commercio del petrolio. Occhio alla penna.
 
https://www.ilpost.it/2023/10/11/compagnia-petrolifera-exxon-acquisira-pioneer/
Non è specificato nel titolo, ma l'acquisizione è soggetta alla validazione da parte dell'antitrust USA

Una azienda sborsa un sacco di soldi (in realtà più azioni che soldi) per fare in modo di non avere un concorrente, se tutto va in porto.
Questo significa che
  • la compagnia comprante influenzerà un volume più ampio di mercato
  • il reparto "produzione energia" di entrambe avrà un concorrente in meno
  • la compagnia comprata verrà spogliata pian piano delle parti non utili alla compagnia comprante (licenzialmenti a nastro dove è possibile fare sinergie)
  • un kit di azionisti in meno da soddisfare a livello di mercato, il che porta a profitti più concentrati e a più "grasso" da allungare alla dirigenza come premi
 
Tornando ai prezzi dei carburanti...
Sappiate che la "gita" che è stata iniziata venerdì mattina potrebbe influenzare il commercio del petrolio. Occhio alla penna.
Io sono su 1,95€/l al Q8 self.
 
Strano il mio distributore di fiducia a Torino è sceso a 1.87 per la benzina
 
Tornando ai prezzi dei carburanti...
Sappiate che la "gita" che è stata iniziata venerdì mattina potrebbe influenzare il commercio del petrolio. Occhio alla penna.
e non solo ...qui in Germania già parlano del rincaro del gas utilizzato nelle abitazioni :(

Questa settimana il prezzo dei carburanti e´sceso di 15 - 20 centesimi ma settimana prossima metto la mano nel fuoco che aumenta di nuovo
 
Vabbè il rincaro del metano è fisiologico in questo periodo, è sempre successo proprio perché aumenta la domanda.
Bastava fare un offerta per la casa a prezzo fisso.
 
Non qui in Germania pero´... prima della guerra e pandemia il prezzo ero bloccato per tot tempo , quando lo dicevano rimanevano di "parola" o meglio dire rimaneva tutto scritto nei vari contratti e fogli .
 
e non solo ...qui in Germania già parlano del rincaro del gas utilizzato nelle abitazioni :(

Questa settimana il prezzo dei carburanti e´sceso di 15 - 20 centesimi ma settimana prossima metto la mano nel fuoco che aumenta di nuovo
Liquigas da mesi ha già preannunciato un aumento di 0,40€ al metro cubo per noi.
 
Non qui in Germania pero´... prima della guerra e pandemia il prezzo ero bloccato per tot tempo , quando lo dicevano rimanevano di "parola" o meglio dire rimaneva tutto scritto nei vari contratti e fogli .
Non saprei dirti li come funziona, tutt'ora qui ci sono operatori che ti bloccano il prezzo fino a fine 24, Eni per esempio.
 
Dalle parti del mar rosso sono... "in agitazione", scriviamo così. Se cercate "Yemen" tra le news, scoprirete di più ed in modo più approfondito.

Questo ha portato a... contromisure da parte di diverse aziende.
https://www.ilpost.it/2023/12/18/bp-evergreen-mar-rosso-houthi-yemen/
Tra cui BP, l'azienda che c'è dietro al marchio Castrol, che ha deciso di non far passare più per il mar rosso la propria flotta di petroliere, just in case of.
Vuol dire qualcosa? Ammazza se vuol dire qualcosa.
In 1 mesetto per me vedremo succosi cambiamenti.
 
Teoricamente però aumenteranno solo benzina e diesel, non il metano
 
Ci sono sia oleodotti che metanodotti.
Ci sono sia navi petroliere cne metaniere.
La riduzione del flusso di traffico tramite il mar rosso è un problema (a mio personale parere) per tutti i tipi di merce, però oggettivamente non ho idea dei volumi di idrocarburi che passano via nave e via dotto, da quella zona.
 
Du' palle essere quello che riprende un thread... con materiale strano.

Se non avete la testa infilata in un panettone (io team pandoro, sappiatelo) dovreste sapere che un po' tanti cittadini americani hanno fatto una visita-lampo in Venezuela per portare in vacanza a NewYork una persona. Questa persona per mestiere faceva il capo di stato in una nazione che non sono gli stati uniti d'america e il suo mestiere ad ora lo sta facendo ad interim un'altra persona che, secondo quanto dichiarato, non sta così antipatica agli stati uniti d'america.

Piccola parentesi semi politica per dare contesto, e nient'altro.
Una delle ragioni dette e che sembrano plausibili per questa "gita" di tante persone statunitensi è di avere un controllo più stretto delle risorse petrolifere di un paese che ne ha... TANTO. Ma non ne vende così tanto.
Fonte https://www.ilpost.it/2026/01/05/petrolio-pesante-venezuela-problemi/
1767648446296.webp

Secondo i dati forniti da Al Jazeera e riassiunti da il Post in questo grafico, pur disponendo di riserve superiori a quelle dell'Arabia Saudita, il Venezuela esporta un cinquantesimo del paese del vicino oriente ed un trentesimo di Russia o USA.

Sfruttare queste riserve però è complicato in termini puramente tecnologici (estrarre) ed industriali (raffinare), visto che il tanto petrolio del centro america è di un tipo meno... raffinerie friendly.

Si tratterebbe di un petrolio con molecole più complesse, dense, pesanti, con un superiore tenore di zolfo che lo renderebbe comunque più complicato da rendere facilmente vendibile (e quindi, di minor valore sul mercato) ma mancherebbero, secondo l'articolo de Il Post, anche le strutture raffinatorie necessarie per trasformare tanta materia prima in un buon semilavorato per le varie industrie, in grado cioè di essere commercializzato quasi in tutto il mondo per le varie stazioni di raffinazione che intendono acquistarlo.

Da qui in poi sono mie speculazioni e ragionamenti, associate a informazioni che conosco. Non prendetele per buone, ma come spunto di riflessione per informarvi meglio.
In termini di tempo, se veramente la scelta di politica estera è stata fatta per controllare questo petrolio, il programma per farne arrivare "tanto" sul mercato non sarebbe di veloce attuazione, anche perchè creare poli di raffinazione in grado di portare da 3 a 100 i miliardi di euro di petrolio da esportare non le realizzi in due starnuti. Inoltre, se non fosse economicamente sensato renderlo di livello pari a quello della zona del mar rosso (o meglio ancora, quello libico, uno dei petroli a più basso tenore di zolfo del pianeta) probabilmente la concorrenza che farebbe non sarebbe così enorme, a meno di parlare del carburante per navi, che è tra i meno raffinati e che può essere anche ricco di ceneri e scorie, per quanto non sia la migliore idea per l'efficienza, pulizia dei motori, inquinamento.
Incrementare in modo sostanziale l'esportazione di greggio dal Venezuela, in ogni caso, complicherebbe la vita a diverse altre entità non per forza "amichevoli" alla zona stelle e strisce, riducendone il potenziale controvalore delle esportazioni pur non facendo nulla (se aumenti in modo sostanziale l'offerta del bene, i prezzi scendono).

In termini puramente industriali ed economici (quindi senza tirare in ballo la politica, visto che è vietato farlo in questo forum) riuscirebbero ad abbassare i prezzi dei carburanti per trasporti navali, autotrazione, potenzialmente pure quelli aerei (si abbassa il prezzo della materia prima per raffinare il cherosene) rendendo ancora meno economicamente percorribile una transizione energetica distante dalla combustione del fossile ad incremento della CO2 emessa.
E contemporaneamente complicare economicamente la vita a più di un avversario estero.

Come detto dall'articolo, tuttavia, non è un piano per i prossimi 30 mesi, forse ce ne vorranno 50. (cioè 4 anni). Anche investendo una fraccata di soldi per la progettazione e la costruzione, occorre arrivare sul posto, iniziare a montare le cose e risolvere prima i problemi dell'installazione delle raffinerie (taccio sulle possibili puzzonate umanitarie ed ecologiche che riuscirebbero a combinare) poi quelle di raffinazione, per portare quel greggio dall'essere complicato ad industrialmente praticabile.

Questo potenziale cambiamento del mercato dei combustibili fossili sarà in grado di cambiare l'inerzia della transizione energetica?
La risposta non è facile e veloce, da dare di fronte ad un buon bicchiere di qualcosa argomentando tra amici, perchè coinvolge (a mio personale parere) più strati di azione e reazione.
Ci sono moltissime tecnologie energetiche che sono uscite dalla fase di ricerca e stanno andando verso una fase di industrializzazione. Da nuove chimiche di batterie (che tra le altre cose sono meno suscettibili di surriscaldamenti rispetto al litio), a nuove tecnologie di produzione di pannelli fotovoltaici (perovskite è il nome più interessante da almeno 4-5 anni) a miglioramenti sostanziali della gestione delle energie sia sui veicoli che sui sistemi di analisi e di risposta di erogazione energia. C'è il discorso dei datacenter che si vocifera debbano essere costruiti velocemente, molto grandi, energivori e produttori di calore, che stanno salando la coda della corsa al nucleare fissile in rampa installazione e realizzazione di nuovi impianti.
C'è la potenziale industrializzazione dei reattori SMR, in grado di essere posizionati con minori complicazioni ed infrastrutture vicino ai siti più energivori (ed in grado di lavorare comunque abbastana on-demand ed in modo sinergico ai consumi, grazie all'analisi predittiva dei consumi).
Sembrano ancora abbastanza distanti applicazioni industriali di produzione di energia a fusione (sia tecnicamente che economicamente).
Sembrano ancora non abbastanza efficaci (come rapporto costi-produzione) i sistemi che "succhiano" C02 dall'aria per inserirla assieme ad altre sostanze all'interno di un liquido (eFuel)
E per quanto possa sembrare sontuosamente scollegato dal discorso, una delle zone geografiche più integraliste per un futuro 100% elettrico per la mobilità privata, ha fatto una parziale marcia indietro (il 10% dei veicoli "non BEV" concessi dall'europa poche settimane fa).

Fino al punto precedente ho parlato di sensazioni personali sulle tecnologie, sui progetti e sulle aspettative di vedere "cose". Ma mancano le persone...

Scusate la divagazione politica...
Per 16 anni il primo ministro della germania è stato Helmut Kohl, dal 1982 sino al 1998. Tre volte presidente del consiglio europeo, dal 1973 al 1998 quando fu sconfitto alle elezioni, capo del suo partito.
Non ve lo cito per sport, ma per due cosa a cui ha contribuito in modo fondamentale: la riunificazione della DDR alla BRD, le due germanie in un unica repubblica federale, e il trattato di Maastricht del 1992.
Decidere di accollare su uno stato in buona salute, ma non fortissimo, una intera nazione vicina alla fame e da ricostruire industrialmente è qualcosa di enorme e spaventoso, non alla portata di chiunque sia in termini di convinzione di portare a termine (non per sè, per la nazione) una operazione simile ed esponendo a rischi enormi sia la propria carriera politica che il proprio paese. Peggio mi sento rendere ancora più salda e stretta la collaborazione con altre nazioni che, 40 anni prima, erano avversari in una letale battaglia all'ultimo sangue sul territorio europeo.

Si ma questo cosa c'entra?
Beh... i politici negli ultimi decenni sembrano talmente tanto orientati a risultati dei prossimi "cinque minuti" o "un paio d'ore" (cioè le successive elezioni) che è difficile vedere dalle nazioni una pianificazione talmente tanto a lungo termine come quella che ha avuto Kohl. Che sicuramente avrà pensato al proprio prestigio, ma trovo arduo vedere in scelte così difficili ed intense un piano di pura gloria personale.

E visto che persone con tale lungimiranza sono difficili da trovare negli ultimi decenni, sia nelle società che nelle istituzioni, mi domando...
A fronte di poter avere di nuovo tanto petrolio a prezzi molto concorrenziali, quanti azionisti e AD/CEO di aziende preferiranno vedere un futuro più petrol-dipendente che energo-dipendente?
Le costrizioni normative hanno messo alla graticola tanti, e per quanto tanti denari per la ricerca tecnologica si sono spostati più lontano dal "bruciare cose", non hanno smesso, anche solo per ridurre le emissioni inquinanti. Questo ha comportato un ulteriore miglioramento dell'efficienza (quanta energia riesco ad usare buttandone via di meno in calore) ed una riduzione di inquinanti, per quanto non sempre con metodi efficaci.

Ultima parentesi di contesto storico-politica... contesto.
Se volete cercare una crisi economica... guardate il prezzo del petrolio in quegli anni.... Fermandoci agli anni '10...
1973 - embargo Opec e conseguente triplicazione dei prezzi
1979 - scaramuccia Iran/Irak
1991 - The gulf quarrel
2003 - Invasione dell'Iraq
2007 - crash dei mercati finanziari (riduzione dei consumi dovuti alla depressione economica).

https://inflationdata.com/articles/inflation-adjusted-prices/historical-crude-oil-prices-table/
qui trovate le quotazioni al netto dell'inflazione del petrolio anno per anno.

Ora... non è che in senso stretto ci serve il petrolio, ma essendo un modo usatissimo tutt'ora per avere energia (che serve per fare ogni cosa, incluso lo scrivervi questo noiosissimo post) se questo scende di prezzo, si possono rendere più economiche certe cose (tipo spedire da un lato all'altro del pianeta lastre d'acciaio per farle stampare dove costa meno). Se questo sale, tutto il meccanismo rallenta, mentre se il prezzo scende aumenta la possibilità di fare più soldi in tanti contesti.
Ridomando quindi...
A fronte di poter avere di nuovo tanto petrolio a prezzi molto concorrenziali, quanti azionisti e AD/CEO di aziende preferiranno vedere un futuro più petrol-dipendente che energo-dipendente?

Finite le speculazioni, opinioni.
Non è detto che uno scenario di forti esportazioni di petrolio dal Venezuela accada. Spiace scriverlo, ma le vittorie in politica estera degli USA ecco... si fermano alla WWII, dopo si raccontano di aver vinto ma non è andata proprio così, ci sono molti gradienti.
E ritengo che lo sfruttare in modo simile l'energia solare, eolica, delle maree e non solo apra scenari che, grazie all'efficientamento, possono rendere questo rimbalzo di prezzi meno efficace, anche perchè... forse tardo, considerando i tempi che saranno necessari per rendere esportabile il petrolio venezuelano.

Ed in ogni caso, viste le convenienze per il bilancio dello stato, non vedo plausibile una riduzione rapida dei prezzi dei carburanti. Alla fine, la cosa che più importa a chi legge questo forum.
 
in questo periodo mi sembra che nel mondo di guerre,guerriglie e colpi di stato ce ne sono non pochi,l'uomo non cambia ha sempre la clava in mano dai tempi delle caverne per interessi di parte...dando uno sguardo in Italia al nostro piccolo orticello ho notato che ai distributori il prezzo della benzina è diminuito di circa 5 centesimi al litro e quello del gasolio è aumentato in proporzione,questi sono gli effetti del riallineamento delle accise entrato in vigore dal 1 gennaio,ora il gasolio costa più della benzina dalle mie parti la benzina sta a 1,63€\l e il gasolio 1,68 sono cambiati i prezzi al distributore e fa un certo effetto vedere questo scenario ora.
 
La mia opinione è che il petrolio in questo frangente sia solo una scusa, secondo me ci sono intrecci di geopolitica molto complessi che vanno al di la del semplice "ci serve il petrolio".
Pare che la Russia e la Cina siano molto interessate al Venezuela, paese già estremamente indebolito da decenni di tirannia, proprio per questi giacimenti. Ma vi immaginate Russia e Cina che tentano di inserirsi in Venezuela (magari riuscendoci pure) pure con qualche missilino in grado di raggiungere gli USA? Mi sembra una fattispecie già vista...
D'altronde il Presidente Monroe, ai tempi, fu chiaro: chi si azzarda a interferire nella vita economica, sociale, politica e militare nel territorio delle Americhe fa una brutta fine.
Fonti: vari articoli di testate giornalistiche.
 
Il giappone ha riattivato il più potente reattore nucleare al mondo, con l'obiettivo di ridurre la sua dipendenza dal gas estero.

Vorrei potessimo farlo anche in italia.

Attualmente il giappone ha 15 reattori attivi su un totale di 54.
 
Fonte
https://www.ilpost.it/2026/03/18/governo-misure-prezzi-carburante/
In vigore da questa mattina, 19/03/2026
Una riduzione per 20 giorni delle accise sui carburanti, cioè le imposte di importo fisso calcolate su ogni litro di carburante venduto; un credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori (cioè un’agevolazione fiscale che permetterà loro di pagarlo di meno); una norma contro la speculazione sui prezzi che prevede «uno speciale regime di controllo»

Tenete d'occhio i prezzi tramite le app.
 
Indietro
Alto Basso