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Olio Motore - Guida completa (NO marche o auto specifiche!)

@uitor Non la vedo come polemica sinceramente, ma un ottima precisazione.
Resta il fatto però che è proprio la liqui moly con le sue scelte aziendali a fare il distinguo tra le sue catene di oli.
Difatti ha sfruttato sapientemente la sua capacità per promuovere al meglio i suoi prodotti (di alta qualità tecnica) e ha voluto differenziare per prezzo i suoi prodotti ed è molto difficile, far capire al popolo nostro della validità di questi prodotti, data la scarsa fiducia riposta nei prodotti che non conosciamo.
Ed è da qui, che è scaturita la mia affermazione li sopra:
"Per quanto riguarda il Meguin è un olio prodotto dalla Liqui Moly ma con qualità "ridotta" ma cmq affidabile".
La parola ridotta tra "" è come a voler sottointendere un modo di dire indiretto sulla qualità del prodotto, perchè è molto difficile per il ns popolo credere che un olio che costa la metà dell'altro, possa essere di buona qualità e se ti azzardi a dire che qualitativamente vale l'altro, allora non ci credono e corrono a comprare il selenia.
C'è da dire però che la politica commerciale della liqui moly da da intendere che sia il meguin l'olio più da battaglia rispetto al liqui moly e con molta probabilità, oggi questo potrebbe essere vero. Il fatto che poi il meguin possa avere le tds identiche al liqui moly, può voler dire tutto o niente, visto che si possono ottenere diverse formulazioni paritetiche con basi differenti, ma con una durata ben diversa. In pratica sono più portato a credere che con i nuovi scenari produttivi introdotti con le Api SN e il ricorso alla produzione massiccia di oli HC di gruppo III, tutti i produttori di oli han dovuto ben rivedere le loro produzioni e aprovvigionamenti. Posso citare una caso di differenziazione pesante di produzione dove la Mannol sino al 2009/10, aveva gli oli prodotti in api SM dalla wolf e con %li elevate di basi PAO supportate tra l'altro dal pacchetto additivi della infineum (lo stesso della Shell) e si trattava di un olio che qui da noi nemmeno con il binocolo ne avremmo trovato uno di pari qualità. La Mannol stessa però, ha poi preferito spostare la produzione in Lituania e iniziare anche lei la produzione degli HC.
Dal mio punto di vista la liqui moly ha fatto bene ha lasciare il suo nome sugli oli con una certa catena produttiva sfruttando il brand e le certificazioni da lei acquisita e per quanto riguarda il meguin, lo ritengo appena un filo al di sotto del liqui moly stesso, cioè utilizzano quell'olio che dalla produzione non risulta perfetto al 100% ma al 98% (tanto per usare un linguaggio terra terra).
Per quanto riguarda gli altri marchi da tè citati, ti posso dire che seguo anche il ravenol e soprattutto il rowe, ma sino a che non trovo le analisi uoa, non sono in grado di valutarli, visto che dalle tds, promettono bene.
Io è già da un paio di anni che acquisto gli oli tedeschi e nonostante i loro prezzi siano bassi per il nostro mercato, hanno una qualità che va ben oltre il prezzo pagato, ma il difficile è farlo capire al popolo.
Ieri sera ad esempio, ho voluto "stiracchiare" per l'ultima volta il 1.2 16V "alimentato" col l'Addinol Superlight 0540 e devo dire che il motore gira molto meglio di quando l'ho comprato dieci anni fà.
 
Ci vuole più tempo per leggerlo meglio, ma in pratica, mette in evidenza i processi di produzione di olio in HC (Hydrocracking) e ne evidenzia i risparmi in termini di peso/denaro rispetto ad una raffinazione di basi vergini.
 
@uitor nel caso del fire 1.2 8v, l'unica debolezza progettuale è stata la guarnizione della testa che venne montata troppo flebile per reggere le tirate a freddo e le scaldate prese nel tentativo di spremere i cv dal motore.
Ovvio poi, che con una guarnizione multistrato è stata sufficiente a contenere il difetto n°1 di questo motore e cioè il guidatore. La scelta dei doppi materiali, oltre che per un fattore di costo e peso è semplicemente dovuta al fatto che la testa ha una massa più piccola da scaldare, mentre il monoblocco (di massa ben più elevata) è scelto apposta in ghisa, perchè quest'ultima va in temperatura più rapidamente dell'alluminio. In tutta questa serie di accoppiamenti, se il "pilota" avesse la pazienza di scaldare il motore prima di tirare a sangue le marce, la guarnizione durerebbe senz'altro di più. Le altre due cose che aiutano a tenere in vita le guarnizioni monostrato, sono l'olio e il liquido di raffreddamento, perchè in caso di estrema vecchiaia di questi due, non viene effettuato il corretto scambio termico tra le pareti del motore e l'esterno, portando a piccoli surriscaldamenti la zona di accoppiamento testa/monoblocco.
La debolezza progettuale citata si riferiva a una area del monoblocco meno raffreddata del resto, purtroppo anche con una puntuale manutenzione/accorto uso, che ho sperimentato di persona, arrivando a 113.000 km. con il motore perfettamente marciante ma che "consuma" un po' di liquido di raffreddamento -basta reintegrarlo ogni 7-800 km.-, per difetto morfologico di progetto, sempre a parere dei meccanici Lancia di c.s., che mi dissero anche di poter ovviare al problema con una piccola modifica, in occasione del cambio della guarnizione ( che non intendo fare...); pienamente d'accordo comunque sulle sue opportune considerazioni, in particolare la sosituzione tempestiva del liquido refrigerante, trascurata dalla maggior parte dei meccanici, con conseguenze deleterie. Il Fire resta comunque un grande (e molto innovativo) motore, uno dei migliori mai concepiti da Fiat. (Grande leggerezza, minor numero di pezzi, grande efficienza, semplicità ed economia costruttiva, "intelligenza" ingegneristica: tutte le viti e i bulloni possono essere avvitati con una chiave a tubo dritta; questo motore è un concentrato di vera tecnologia di avanguardia per l'epoca -1985- : rispetto al precedente 903 cc. della "127" ha consumo ridotto del 15%, perdite per attrito ridotte del 40% - cuscinetti al posto di bronzine di banco -, peso ridotto di 29 kg., maggiore durata e affidabilità, rilancio dell'uso avanzato della ghisa prodotta dalla" Teksid" - albero motore e a camme, monoblocco - soli 4 mm. di spessore delle pareti -, bielle, volano, segmenti del pistone, sedi valvole, cappelli di biella e di banco, collettore di scarico; camera di scoppio di geometria innovativa; la rottura della cinghia di distribuzione non provoca alcun danno meccanico, a differenza della gran parte delle concorrenti; il tutto nello stabilimento più avanzato e automatizzato del mondo - Termoli -, che sfornò un milione di motori nei primi 30 mesi).
 
Un'altra cosa da fare per abbassare la temperatura e aumentare la longevità del motore è quello di utilizzare olio sintetico a bassa gradazione in modo da abbassare gli attriti ed evitare che l'olio diventi acido anzitempo, evitando così di rimandare in aspirazione vapori di olio esausto all'inverosimile che non aiuta a mantenere in buona salute la guarnizione monostrato.
 
@uitor Non la vedo come polemica sinceramente, ma un ottima precisazione.
Resta il fatto però che è proprio la liqui moly con le sue scelte aziendali a fare il distinguo tra le sue catene di oli.
Difatti ha sfruttato sapientemente la sua capacità per promuovere al meglio i suoi prodotti (di alta qualità tecnica) e ha voluto differenziare per prezzo i suoi prodotti ed è molto difficile, far capire al popolo nostro della validità di questi prodotti, data la scarsa fiducia riposta nei prodotti che non conosciamo.
Ed è da qui, che è scaturita la mia affermazione li sopra:
"Per quanto riguarda il Meguin è un olio prodotto dalla Liqui Moly ma con qualità "ridotta" ma cmq affidabile".
La parola ridotta tra "" è come a voler sottointendere un modo di dire indiretto sulla qualità del prodotto, perchè è molto difficile per il ns popolo credere che un olio che costa la metà dell'altro, possa essere di buona qualità e se ti azzardi a dire che qualitativamente vale l'altro, allora non ci credono e corrono a comprare il selenia.
C'è da dire però che la politica commerciale della liqui moly da da intendere che sia il meguin l'olio più da battaglia rispetto al liqui moly e con molta probabilità, oggi questo potrebbe essere vero. Il fatto che poi il meguin possa avere le tds identiche al liqui moly, può voler dire tutto o niente, visto che si possono ottenere diverse formulazioni paritetiche con basi differenti, ma con una durata ben diversa. In pratica sono più portato a credere che con i nuovi scenari produttivi introdotti con le Api SN e il ricorso alla produzione massiccia di oli HC di gruppo III, tutti i produttori di oli han dovuto ben rivedere le loro produzioni e aprovvigionamenti. Posso citare una caso di differenziazione pesante di produzione dove la Mannol sino al 2009/10, aveva gli oli prodotti in api SM dalla wolf e con %li elevate di basi PAO supportate tra l'altro dal pacchetto additivi della infineum (lo stesso della Shell) e si trattava di un olio che qui da noi nemmeno con il binocolo ne avremmo trovato uno di pari qualità. La Mannol stessa però, ha poi preferito spostare la produzione in Lituania e iniziare anche lei la produzione degli HC.
Dal mio punto di vista la liqui moly ha fatto bene ha lasciare il suo nome sugli oli con una certa catena produttiva sfruttando il brand e le certificazioni da lei acquisita e per quanto riguarda il meguin, lo ritengo appena un filo al di sotto del liqui moly stesso, cioè utilizzano quell'olio che dalla produzione non risulta perfetto al 100% ma al 98% (tanto per usare un linguaggio terra terra).
Per quanto riguarda gli altri marchi da tè citati, ti posso dire che seguo anche il ravenol e soprattutto il rowe, ma sino a che non trovo le analisi uoa, non sono in grado di valutarli, visto che dalle tds, promettono bene.
Io è già da un paio di anni che acquisto gli oli tedeschi e nonostante i loro prezzi siano bassi per il nostro mercato, hanno una qualità che va ben oltre il prezzo pagato, ma il difficile è farlo capire al popolo.
Ieri sera ad esempio, ho voluto "stiracchiare" per l'ultima volta il 1.2 16V "alimentato" col l'Addinol Superlight 0540 e devo dire che il motore gira molto meglio di quando l'ho comprato dieci anni fà.
Complimenti per la competenza dei tuoi interventi; da approfondimenti fatti risulta comunque che Liqui Moly non produce in proprio nessun lubrificante ma solo gli additivi : tutti gli oli marcati L.M. sono prodotti (almeno dal 2006) da Meguin a Saarluis; ecco la ragione della sovrapponibilità delle schede tecniche: si tratta dello stesso olio commercializzato con due marchi (e due prezzi...) diversi, per realizzare la nota "segmentazione" del mercato, volta a sfruttare al meglio le possibilità dei vari marchi (Meguin, ad es., realizza buona parte del fatturato col proprio marchio nei paesi dell'est europeo, medio e estremo oriente; L.M. vende per il 60% in Germania). Esiste inoltre (molto più in Italia che in Germania...) notoriamente una tipologia di consumatori che ritengono "degni" di acquisto solo i prodotti della fascia alta di prezzo, convinti che il prezzo alto sia premessa- e garanzia - di altrettanto alta qualità ... (Lasciamoglielo credere, per carità !). Gli uffici Marketing & Pubblicità delle aziende lo sanno bene, e spingono quindi sulla "promotion" martellante di questo tipo di prodotti (Castrol, Selenia, Paraflu, Bardhal, Motul ad es.). Sarebbe forse meglio mollare le tante "Leggende metropolitane"che circolano e i giudizi apodittici in tema di lubrificanti per autotrazione e adottare un approccio solo oggettivo "scientifico/analitico": estremizzando, come quel tecnico che sosteneva che per giudicare con cognizione di causa un olio non c'è che tenerlo nel motore per 100.000 km., poi smontarlo e fare altrettanto coi concorrenti; i costruttori seri lo fanno veramente: Mercedes ad es. prima di fare uscire il motore del "240 D" lo fece girare al banco per 20 milioni di km., con diversi oli; sempre M.B. con il "190 -2.3 16 V" fece girare le macchine in pista (Nardò) ininterrottamente per 50.000 km. sempre a tavoletta (250 km/h. di media) senza alcun guasto (realizzati diversi record mondiali non ancora battuti): questo è un vero collaudo anche per l'olio usato...(che non è stato rivelato dalla casa); altro che "per me XXXX è il migliore" o "con YYY mi sono trovato bene, invece ZZZZ è una ciofeca". Seguiamo rigorosamente le specifiche di marca/gradazione/tipo di olio indicate dai costruttori (quelle emesse nell'anno di fabbricazione del veicolo, non le più recenti, ogni motore è progettato per un preciso tipo di lubrificazione e non per la "più avanzata ad ogni costo"...): sarebbe il primo passo per "razionalizzare", far tornare coi piedi per terra una materia dominata, sembra, dal relativismo più totale.
 
A riprova dell'importanza dell'olio motore il manuale Haynes del 2008 per la Fiat Punto a benzina, riporta ancora di effettuare il cambio di olio e filtro ogni 10.000 km o 6 mesi.
 
Io i cambi olio li faccio ogni 8000 km o 12 mesi
 
ciao terzimiky la tua guida sull'olio mi sta facendo interessare e non poco alla questione e mi sta facendo capire tante cose. solo che leggendo delle schede tecniche a confronto, quella del selenia multipower gas 5w40b e quella del motul specific ho visto l'indice di viscosità. so cosa è e so anche cosa vuol dire un valore più alto o più basso ma ciò che non riesco a cspire è questo: l'olio è migliore quando è più o meno viscoso? ad es. due oli a confronto uno cn un I.v. di 100 e l'altro di 90, qual è il migliore?
 
La viscosità dell'olio, viene decisa dai produttori in merito alle possibilità offerte dai range della scala SAE J300.
e varia a seconda delle gradazioni proposte.
Nel caso della sae 40 il valore di viscosità (a 100°) varia dai 12,5 (possibili con uno 0w40 con hths di 2.9) sino ai 16,3 dei 20w40 (con hths di 3.7).
Quindi è scelta del produttore, in relazione a basi e additivi, tenere un certo range di viscosità e sta al cliente invece, scegliere quello che meglio ritiene opportuno per il proprio motore.
Se ho un motore nato con il 5w40, sta a mè scegliere un olio con viscosità più bassa (ad es. shell Helix Ultra cst 13,10 a 100°) oppure un motul x-cess (cst 14.2 a 100°) sapendo che ad una viscosità inferiore corrisponde minor attrito con conseguente risparmio di carburante. Il rovescio della medaglia è che ad una bassa viscosità, corrisponde anche una minore pressione in caso di temperature particolarmente elevate.

L' IV (Index Viscosity) è importante per determinare la bontà dell'olio e varia a seconda delle basi in relazione alla viscosità, ove più alto è, e meglio è.
E' importante per determinare la stabilità viscosimetrica al crescere delle temperature e più alto è e più l'olio avrà una maggiore capacità di rimanere stabile e reggere al meglio la gradazione di picco a temperatura elevata, cosa molto importante nei sistemi con variatori di fase o nei motori multi-air.
Non c'è un valore unico per tutti gli oli, perchè l'IV varia a seconda della composizione dell'olio e ad esempio, un 5w40 spazia dai 170 ai 180, mentre uno 0w40 arriva anche a 190/200 nel caso di basi Pao o Esteri.
I 10w40 si fermano a 150, mentre un minerale ha un IV di 130.
Nel caso di oli iperfluidi (es. 0w30, 5w20 o 5w30) il valore dell'IV ridiscende a 160/170 in virtù della loro gradazione che supporta un range meno esteso (e quindi già più stabile) rispetto ad altri oli multigrado delle generazioni pre cedenti.
 
Volevo porre una domanda: ci sono oli semisisntetici con specifica Api SM, e oli 100% sisntetici con specifica Api SL. Questo mi lascia un po' perplesso, si potrebbe dire che in questo specifico caso l'olio semisintetico in questione è meglio del sintetico? Non cito intenzionalmente le marche per non rischiare di influenzare il metro di valutazione.
 
no @Dada, il metro di valutazione principale non sono le specifiche API per giudicare la bontà di un olio, ma piuttosto le specifiche dei produttori, che ti assicuro, sono molto più severe.
Non è un caso che ci sono molte gradazioni di tipo sportivo (10w50 o 10w60) che a tutt'oggi sono formulate in api SL e senza per questo avere problemi di sorta, visto che le specifiche dei costruttori sono molto più toste e che le gradazioni stesse non implicano percorrenze kg.metriche tali, da farli invecchiare in coppa.
Un semisintetico cosi come un minerale con specifiche api SN, non potrà in ogni caso, essere migliore di un sintetico puro in SL; ovviamente si intende a parità di gradazione.
 
I due tipi di olio che ho confrontato hanno anche le stesse specifiche Volkswagen 502 e 505, nonchè Mercedes 229.3. A questo punto come si fa a stabilire con certezza qual è l'olio migliore?
 
beh, allora scrivimi come si chiamano esattamente i due oli, così poi ti sò dire. Non è un problema scrivere i marchi di oli, per poi poterli confrontare.
 
Allora i due olio sono: 1) Agip i-sint 10w40 api SM; 2) Elf Syntech 5w40 api SL.
Mi interesserebbe capire se si può dire quale sia meglio tralasciando il fatto che il secondo essendo un 5w è sicuramente più fluido a freddo.
 
il 10w40 i-sint è un semisintetico classico che come tutti i semisintetici, soffre in caso di maltrattamenti da parte dei guidatori e regge poco le alte temperature. Il 5w40 syntech è di ben altra struttura e nonostante sia formulato come entry level e con specifiche api non più recenti, si comporta di solito abbastanza bene.
Se il grado di usura del motore lo permette, sarebbe meglio utilizzare il syntech al posto dell'i-sint.
 
Ok grazie per il tuo consiglio, prenderò il Syntech

--- Messaggio doppio unito ---

@terzimiky cosa ne pensi degli additivi al teflon come quello della meat e Doria, che dovrebbero durare circa 50000km? Volevo anche chiederti se per te l'olio ip smo 5w40 Acea c3 api Sn, con hths pari a 4,1 può essere adatto per una Giulietta tbi 1750 con 253 cv (rimappata) o in caso contrario cosa consiglieresti. Grazie
 
@Dada per gli additivi ci sono già delle discussioni che ti invito a cercare mentre su quale olio utilizzare su quell'auto aprine eventualmente una nuova..
 
Io l'olio Elf syntitech lo messo sulla mia Punto e mi trovo bene dopo 2000 km e' ancora bello chiaro e la macchina a 197000 km . È un'ottimo olio .
 
Gentilmente, @samuele, puoi riportare la foto con le specifiche dell'olio?
E' proposto da Carrefour ad un prezzo oscenamente interessante... mi sta tentando.
 
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