Questa è la mia storia.E' lunghissima.Chiunque avesse voglia di leggerla,gradirei opinioni.Grazie
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C'era una volta un piccolo lombrico nato a Primavera,da una covata 10 lombrichini
come lui.
Alla nascita,tutti i suoi fratellini sguazzavano felici nel fango e nella terra umida,ma lui si metteva sempre da parte dicendo che era una cosa schifosa essere nati sotto terra,dover stare al buio e strisciare nella melma.Non riusciva a capire il perchè di tutto questo.Se propio doveva nascere,gli sarebbe piaciuto molto essere un altro animale:
Per esempio un uccellino che vola nel cielo e si appoggia sui rami,oppure essere un cane che corre felice nei prati e viene coccolato dai suoi padroncini.
Invece NO!!!
Lo attendeva una vita umida e costretto a mangiare foglie secche,per poi scivolare tra le propie feci.
Passavano i giorni e gli altri lombrichini diventavano sempre più grossi e autonomi mentre lui,intestardito si nascondeva sempre sotto terra.
Un giorno,Mamma e Papà,presi dallo sconforto,decisero di parlargli,facendogli capire che ogni essere vivente su questa terra è stato creato per un compito ben preciso e se lui era nato lombrico,doveva agire da lombrico e non da altro animale desiderato.
Il padre guardandolo dritto negli occhi gli disse.....
"Figlio mio,capisco il tuo stato d'animo,ma un giorno capirai che è bellissimo essere dei lombrichi."
Il piccolino lo guardò con aria strampalata.
Poi il padre continuò il suo discorso:
"Facciamo un patto:Tu adesso uscirai da questa tana e comincerai a collaborare assieme ai tuoi fratelli.Se al termine delle quattro stagioni non sarai contento,la prossima primavera chiederò al creatore di trasformarti nell'animale che tu desideri essere."
Il piccolino annui e accettò il patto.
Nei giorni successivi,il lombrichino continuava a lavorare in maniera frenetica senza mai fermarsi un attimo.Era il primo che iniziava e l'ultimo che finiva.
Mangiava foglie a tutto spiano e poi le trasformava in cacca aspettando la prossima primavera per sapere che cosa sarebbe successo.
Una sera preso dallo sconforto disse:
"Mamma,Papà,continuo a collaborare come un matto,ma non riesco a trovare la felicità.Che senso ha continuare a mangiare,per poi scivolare nella mia cacca?"
La Mamma gli rispose:
"La tua cacca serve da concime per far crescere l'erba verde nei prati,per rendere rigogliosi i fiori e per nutrire tutte le altre piante.Abbi fiducia,ascolta tuo Padre e vedrai che la prossima Primavera accadrà il miracolo della natura.Se non sarai contento,ricordati che potrai cambiare ed essere quello che desideri,ma fino a quel momento vai avanti così e fidati."
Passò la Primavera,poi l'Estate.Venne l'Autunno e il meritato riposo Invernale.
Durante l'inverno trà un sonnellino e l'altro ebbero modo di conoscersi meglio come famiglia.Tutti non avevano nulla da rimproverare al piccolo lombrichino perchè in quei mesi aveva sempre fatto un ottimo lavoro.....Ma lui,contava i giorni a Primavera.
Una mattina il Padre e la Madre entrarono nella tana dopo un piccolo giro d'ispezione.
Tutti i piccolini dormivano,ma decisero di svegliarne solo uno,cioè,ilpiccolo ribelle.
Aprendo gli occhi disse:"Mamma ,Papà,che succede?"
"Vieni caro figlio."Gli dissero"E' Primavera.Striscia fuori dalla tana e goditiil miracolo della natura,frutto del duro lavoro che hai fatto con noi e poi se vorrai,prenderai la tua decisione."
Impazzito dalla felicità,strisciò fuori come una saetta e facendo capolino si pietrificò davanti a tanto spettacolo:
Un profumo gradevole,l'erba di un colore uniforme,i petali dei fiori di un colore acceso che rifletteva nel cielo,le foglie delle piante di un verde chiaro che se le avesse toccate sarebbero state morbide e vellutate.
Commosso da tanta meraviglia si girò verso i genitori e disse loro:"Tutto questo è anche merito mio?"
Papà e Mamma annuirono e lui continuando disse:"Grazie,grazie,grazie.Ora sono felice di essere un lombrico e se questo è il premio di tanto duro lavoro,voglio restare sempre con voi."
Si strinsero in un abbraccio e andarono a svegliare gli altri fratellini per godersi insieme il MIRACOLO.
Ne passarono tante di stagioni e il lombrico,non più piccolo si godeva orgoglioso l'inizio della Primavera sempre con la stessa emozione,non dimenticando mai quello che gli avevano insegnato i suoi genitori.
Una sera,dentro la sua tana,rifletteva su quel che era stata la sua meravigliosa vita.Poi si disse:
"Ho contribuito a fare tante primavere,ma non ho mai potuto toccare tutte quelle cose meravigliose che ci sono la fuori.E' molto pericoloso strisciare in un prato e godersi in santa pace la rugiada del primo mattino. c'è il rischio che un uccellino mi afferri con il suo becco e mi mangi."
E poi ancora....
"Non sono mai riuscito ad arrampicarmi su un albero e toccare una delle sue foglie morbide.Ho sempre dovuto aspettare che cadessero ingiallite per potermele solo mangiare.
Oppure,non mi sono mai trovato dentro ad un fiore per accarezzare i suoi petali colorati."
Queste cose gli mancavano e l'indomani,al mattino presto chiamò tutti i lombrichi in adunata per dire a loro cosa aveva deciso.
"Miei cari.Io dalla mia umile vita ho avuto tutto.
Sono stati anni belli e trascorsi con grande gioia,ma ho deciso di voler toccare tutto quello che la natura trasforma li fuori.Lo so che il livello di pericolo è molto alto,ma se dovesse capitarmi qualcosa,voi siete oramai in grado di cavarvela da soli e così ho deciso che questa mattina partirò."
Tutti rimasero sbalorditi a quelle parole,ma si rassegnarono a quella decisione e lo salutarono con un enorme arrivederci.
Uscì in un meraviglioso prato verde e con molta attenzione cominciò a strisciare e rotolarsi nell'erba...Era FELICE.
Ad un certo punto vide un'ombra su di sè e alzando lo sguardo,ecco un passerotto con il becco aperto pronto a mangiarselo.
"FERMATI" Urlò il lombrico.
"Prima di mangiarmi,voglio che tu ascolti la mia storia e poi capirai perchè sono uscito così allo scoperto."
Il volatile ascoltò pazientemente e poi fecero un accordo:
La proposta era quella che il lombrico doveva stare dentro al becco del passero con la testa esposta verso l'esterno in modo che avrebbe potuto vedere tutto quanto mentre il pennuto volava.Poi,alla fine del giro,avrebbe potuto mangiarselo.
Iniziarono il volo e la prima cosa che chiese il lombrico,fu quella di essere lanciato sopra le foglie di ogni specie di albero che c'era nell'area circostante. "UHAUUUUU. E' morbida e vellutata come immaginavo.Altro che quelle secche che devo mangiare."
La seconda tappa fu quella di lanciarsi sopra un geranio. "Ma è fantasticoooo questo profumo!!! e che belle foglie pelose."
Poi si posò dentro un tulipano e la pianta chiuse i suoi petali avvolgendolo come in un enorme abbraccio segno di riconoscenza.
"Che meraviglia."Esclamò.
Continuarono così per tutta la mattina volando di qua e di là dentro il becco con la testa che gli faceva capolino.
Ad un certo punto,dall'alto,vide un cagnolino che dormiva e allora chiese al passerotto di essere lanciato sul suo pelo e vedere quant'era morbido.
"Oleeee!!! Che soffice!!! Gli stò facendo le coccole.Scusate piccole pulci,tolgo subito il disturbo."
Giunsero al termine del giro.L'uccellino planò,aprì il becco e fece scivolare fuori il lombrico.
"Perché non mi mangi ora che abbiamo finito di vedere tutte queste cose?Non ricordi il nostro accordo?" Disse il lombrico.
Il passerotto rispose:" Vai,sei libero."
"Perché?". Chiese l'invertebrato.
Dagli occhi del passero scese una lacrima e poi continuò:" Non ho mai visto tanta voglia di vivere,sapendo che dopo un attimo saresti morto.
Hai apprezzato con enorme felicità ogni cosa che hai visto e toccato,frutto della tua voglia di sapere.Se io ti mangiassi,come potresti raccontare ai tuoi simili quello che hai fatto oggi? E poi non è da tutti gli esseri striscianti farsi un volo piacevole dentro al becco di un uccello.
Ricordati di me amico mio,perché oggi tu mi hai insegnato che non devo solo volare per mangiare,ma posso anche volare per apprezzare tutte queste meravigliose cose che hai condiviso con me."
Si salutarono ed il lombrico raccontò a tutti la sua avventura fantastica edil passerotto fece altrettanto,consapevoli tutti e due di aver imparato qualcosa l'un dall'altro:
IL PASSERO,DI APPREZZARE LE COSE CHE CI CIRCONDANO
IL LOMBRICO,DI AVER FIDUCIA NEL PROSSIMO ANCHE SE POTREBBE FARTI MALE.
Con il tempo l'invertebrato diventò Padre e Nonno e trasmise questa gioia a tutti quanti.
Perfino il giorno della sua morte fu felice di andarsene,perchè sapeva cheil suo corpo avrebbe contribuito a far diventare anche un sol fiore più bello.
Con fantasia
Cristian Cominelli BUON LAVORO E DIVERTIMENTO A TUTTI