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Sostituire Olio Motore Acea A4-5/B4-5 con C2-C3. Perchè No?

Auto
Ford Focus Mk2 Hatch. - G8DB - 1.6 Tdci - 80Kw/109cv - anno 2009
Mi sono appassionato all'argomento leggendo sul forum , come ipotesi "molto" alternativa per un possibile upgrade del mio attuale lubrificante .

Vorrei fare un riassunto dei tanti post sparsi nel tempo e in vari argomenti (riportando in citazione la fonte integrale) che lo renda fruibile in un unico topic, a riguardo del tema che a sprazzi è già stato affrontato a partire dal 2016 , ma che forse meriterebbe una rispolverata se non proprio una rivalutazione, specie alla luce delle nuove formulazioni degli oli di recente immissione sul mercato e al contemporaneo stagnare delle vendite di auto nuove, che vede moltissimi utenti, ove possibile, tenersi ben strette le macchine con ormai diversi anni sulle spalle,(diesel compresi) o alimentare il fiorente mercato dell'usato, con conseguenti problematiche di usura e guasti da dover forzatamente affrontare prima o poi.
@terzimicky Le modifiche nel cambio delle formulazioni hanno riguardato diversi oli di lungo corso, ma nel contempo, ne sono nati di nuovi e rispetto a 10/20 anni fà. Ne ho dedotto che le tds vanno interpretate ancora meglio rispetto ad allora, visto che i maghi della chimica si sono inventati dei "miscugli" strani e che oggi i cosidetti oli nuovi (almeno dal 2017 in poi) fanno sì che ci siano alcuni oli 5w40 meno viscosi rispetto ad oli 0w40 di un decennio fà.
La domanda pertanto è:

Perchè non posso , non devo o è molto rischioso mettere un olio classe Acea C2/C3 Mid-Saps, in un motore che prevede specifiche Acea A4-5/B4-5 full Saps ? [SAPS sta per Ceneri solfatate (SA), Fosforo (P) e Zolfo (S)]

E qual'è il motivo per cui invece sarebbe conveniente farlo?

La ragione "meccanica" che stimolerebbe il tentare un'operazione di questo tipo, è che ai possessori di motori a specifiche Full Saps con dispositivi antinquinamento ( EGR + FAP/DPF), gioverebbe sicuramente avere a disposizione un adeguato olio Mid SAPS, cioè con minore contenuto di ceneri , che sicuramente (ma che non ne sono l'unica fonte) , vanno inevitabilmente a sporcare e incrostare i dispositivi succitati con grossi inconvenienti e conseguente notevole esborso di denari, specie se l'unica officina possibile è quella della casa madre

Dove sta quindi il vero problema ?

Al di là dello scegliere un olio di adeguate specifiche tecniche per lo meno equiparabili, pur sapendo che non rispetterà a pieno tutte le indicazioni originali richieste dal costruttore e che ci sono dei parametri il cui valore non potrà essere esattamente avvicinato, come il TBN , (che però si potrebbe cercare di risolvere prevenendolo con cambi anticipati e mirati),
quello che invece nei fatti risulta più deleterio e soprattutto pericoloso per l'integrità del motore stesso, è che per ottenere un basso contenuto di ceneri nella classe Cx e ridurre alcuni inquinanti, si sono dovuti sacrificare in toto o in parte , almeno due elementi fondamentali nella composizione dell'olio, cioè lo Zolfo e alcuni pacchetti di additivi che prevenivano l'usura delle parti meccaniche in movimento, come lo ZDDP (zincdialkyldithio phosphate), e questa mancanza può risultare fatale per alcuni componenti dei motori realizzati per le Acea Ax/Bx.

I progettisti di propulsori di recente costruzione, hanno dovuto affrontare la questione modificando la loro metallurgia , ma i motori più datati, hanno il fianco esposto a questo "handicap"

Un articolo interessante : https://learnoilanalysis.com/lube-o.../should-we-ban-saps-are-they-really-that-bad/
@terzimicky
Sino ai motori euro 3 in molti utilizzavano ancora oli A3 in virtù della costruzione del loro motore,mentre altri (ford per fare un esempio) utilizzavano oli a basso attrito (A1 o A5) per contenere i consumi di carburante e di olio, onde preservare i catalizzatori.
La differenza sostanziale però, la fà la classe catalizzativa, laddove al salire del numero, le cose si complicano parecchio nel tentativo di ridurre gli inquinanti. Non è per niente che i costruttori si sono trovati a dover rimandare in aspirazione una %le sempre maggiore di blowby in modo da preservare al meglio i cat.
La metallurgia del motore però, rimane quello che la fa da padrone sulla scelta dell'olio motore, perchè qualora l'olio risultasse inadatto, sarebbe il motore a patirne le spese. Ti posso dire che i pochi (per fortuna) tentativi di far digerire un olio C3 ad un motore euro3 sono falliti a causa di una metallurgia che richiedeva la presenza forzata di un olio A3, pena il surriscaldamento del reparto valvole e delle bronzine (tanto per citare parti deboli).
Con i primi motori euro 4, diversi costruttori hanno mantenuto a libretto oli A3, molto probabilmente perchè erano motori euro 3 "adattati" allo scopo e quindi non si poteva rischiare una riduzione del 30% del reparto additivi/detergenti.

l peso delle ceneri solfatate inferiore, sta a dimostrare che l'olio è più carente di additivi che proteggono da usura, in primis lo ZDDP, tanto caro agli alberi a camme. Quindi meno peso specifico che può bruciare,significa meno peso che quando brucia, inquina di meno il catalizzatore, ma c'è anche meno protezione a livello di resistenza.
Se poi il motore ha una metallurgia che non risente di questa mancanza, allora problemi non ce ne saranno, ma è difficile dirlo se non si conosce la storia di tutto il suo vissuto.

Alcuni costruttori,fecero anni addietro la furbata, di utilizzare i motori euro 4 per prepararli alle ancor più restrittive norme euro 5 e nel proseguio della carriera, modificarono alcuni particolari per provare le nuove metallurgie e testarle con i nuovi oli

Non è facile rimpiazzare gli additivi che hanno utilizzato per decenni nelle formulazione degli oli, perchè anche se ci riuscissero, rimane sempre da verificare il divario tra l'aspetto teorico (cioè le prove in laboratorio e i test) a confronto con l'aspetto pratico (cioè chi userà poi il motore e ne farà in seguito le dovute spese).

Ci sono ad esempio problematiche legate alle fasce elastiche che si protraggono dai primi anni duemila e che non hanno ancora risolto in toto; figuriamoci quindi quanto ci vuole a trovare dei validi sostituti di additivi che hanno fatto egregiamente il loro dovere per decenni, salvo poi essere "beccati" all'analisi dei gas di scarico da quando hanno messo in atto i catalizzatori (prima respiravamo di tutto).
E' stato sufficiente togliere il piombo dalla benzina e lo zolfo dall'olio, per causare nel motore tutta una serie di problemi di usura che prima non c'erano; ecco perchè hanno dovuto rivedere le metallurgie dei motori

La speranza pertanto sarebbe riposta nelle formulazioni dei nuovi oli in commercio che potrebbero aver risolto o alquanto ridimensionato il problema di retrocompatibilità, mediante l'utilizzo di nuovi e diversi additivi speciali (sempre ammesso che le case produttrici abbiano avuto un motivo per farlo) , ma al momento documenti con evidenze tecniche serie non ne ho trovate .

Gli unici indizi, sono state sporadiche apparizioni di classificazioni Acea multiple su alcune confezioni di olio (ante normativa Acea del 2010) , risposte ambigue dei configuratori che si trovano online, mentre la sola Motul ufficialmente si era esposta con delle indicazioni tecniche nel loro compendio del manuale degli oli, di cui non si trova più traccia sul loro sito ufficiale.

Motul Acea.webp
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C'è però un'eccezione recentissima, tutta da verificare, di un serio produttore di olio che è la Kroon, di cui si è parlato anche qui nel forum, che ha emesso un TDS che allego, con un'indicazione interessante che andrebbe adeguatamente approfondita

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@terzimicky
per quanto riguarda i configuratori degli oli consigliati dai produttori, vi è un modus operandi che non è univoco, che manda in confusione molta gente. In sostanza il configuratore a volte da risposte mirate con un max di due possibilità e a volte risponde inserendo molte più variabili perchè prende in considerazione anche gradazioni possibili anche in altri paesi/continenti.
Quello della motul è uno di quelli più "complicati" da interpretare, perchè sembra che concentri tutti i se e i ma delle varie possibilità che ruotano intorno al motore scelto. La castroneria di vendere un olio dichiarato A3/B4/C3 per alcuni produttori è nata dall'esigenza di semplificare il prodotto da distribuire sul ogni singolo territorio. qualche anno fà successe la stessa cosa con castrol che vendeva il magnatec 5w40 dichiarandolo a "triplice" formulazione, semplicemente perchè non prevedeva la vendita di un 5w40 A3/B4 per l'Italia (mentre per altri paesi europei, si).
@Pike
E lasciatemi essere arrogante nel dirlo: probabilmente un 5w30 ACEA C2 (rispetto all'A5/B5) e dotato delle giuste specifiche aggiornate sia in realtà più protettivo del motore, meno pesante per il catalizzatore ed il FAP... e con meno residui. Ma senza avere a disposizione cosa richiede Ford ed il codice motore oggetto di cure è solo una ipotesi.

Pertanto in conclusione , al momento attuale , se non subentrano nuove evidenze tecniche ufficiali oppure qualcuno che sia in grado di riportare esperienze o documentazioni specifiche suffragate da fatti concreti e argomentati, bisogna prendere atto che la sostituzione citata nel titolo di questo topic, Non è teoricamente fattibile o comunque è altamente sconsigliata in quanto può esporre al grosso rischio di possibili guasti e rotture di parti importanti del motore (fasce elastiche, albero a camme, valvole e sedi, ecc.) .
 
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Perchè non posso , non devo o è molto rischioso mettere un olio classe Acea C2/C3 Mid-Saps, in un motore che prevede specifiche Acea A4-5/B4-5 full Saps ?
"non posso" è abbastanza largo come concetto, e dipende dal motore.
Per dirla in modo ultra-stretto, non esaustivo e non competente, se la metallurgia del motore è pensata per usare una specifica "full saps", cioè con un quantitativo specifico di additivi in metalli e minerali per il suo funzionamento non si può cambiare da un full saps ad un mid saps.
E qual'è il motivo per cui invece sarebbe conveniente farlo?
Il vantaggio c'è nei motori che fanno un elevato uso del ricircolo dei gas di scarico e hanno un filtro antiparticolato (con e senza cerina, cioè FAP e DPF), dove hanno una fuliggine di gas di scarico tendenzialmente inferiore in termini di tenori di ceneri, con quindi minori possibilità di insozzare il passaggio di gas dallo scarico all'aspirazione e nei vari sistemi di filtraggio dei gas stessi prima di uscire nell'ambiente.

Ma visto che nessuna specifica, nessun olio e nessun motore vive nel nulla, ma si tratta di interazioni tra molti elementi, a mio personale parere non è detto che sia un principio generale applicabile ad ogni motore e ad ogni release.

Se un motore che in una sua incarnazione pre-RoHS 2 richiedeva un A5/B5 viene poi rifatto post-RoHS 2 richiedente ACEA C2, la prima versione potrebbe non digerire un ACEA C2 (si usurerebbe di più) mentre la seconda rischierebbe molto sul fronte residui nel catalizzatore.
O per assurdo, capitare di fare il flipper avanti-indietro tra varie specifiche perchè magari una ACEA C2 è troppo "magra di additivi" per resistere ad una metallurgia diversa (e conforme alla riduzione dei materiali dannosi) e si passi quindi ad altre specifiche con qualche additivo non troppo indigesto al catalizzatore ma che restituiscono migliore resa sulla durata dei metalli.
Sono esempi e ragionamenti, non prendete per buono o applicabile al vostro motore il concetto senza ragionare sullo specifico motore e sulle specifiche richieste d'olio del produttore!
 
@Pike
Per dirla in modo ultra-stretto, non esaustivo e non competente, se la metallurgia del motore è pensata per usare una specifica "full saps", cioè con un quantitativo specifico di additivi in metalli e minerali per il suo funzionamento non si può cambiare da un full saps ad un mid saps
E' il bello della dialettica e dello scambiarsi opinioni con una passione, che ci accomuna e ci fa passare del tempo insieme in questo luogo
Pertanto da perfetto ignorante in materia, dico anche io la mia, giusto per il piacere e il gusto della discussione:

La ricerca ha fatto passi avanti anche nel campo degli additivi per olio, lo abbiamo visto ad esempio con il nitruro di boro esagonale o il disolfuro di tungsteno,(anche se il vecchio molibdeno in auge, risale agli inizi del '900 ), pertanto nessuno mi vieta di pensare e soprattutto di sperare, che magari qualche costruttore possa aver messo a punto degli additivi diversi dai Saps, in grado di essere aggiunti a un moderno olio C2 o C3 , e rendere questo olio perfettamente compatibile con la metallurgia e soprattutto garantire la medesima lubrificazione dei motori progettati con la precedente Acea Ax/Bx , che è poi la cosa fondamentale

Poi sarebbe sufficiente che, come ha accennato la Krool nel documento che ho riportato, sulle specifiche tecniche del TDS , o con un documento esaustivo a parte , dichiari l'olio in oggetto perfettamente retrocompatibile con i vecchi motori progettati per le norme X/Y, non è obbligatorio dichiarare che debbano per forza rispettare la normativa Acea originale (la Acea stessa spiega perché non si deve fare) , l'importante è che tali lubrificanti funzionino bene senza problemi

E' quello che in estrema sintesi, riporta anche la brochure divenuta fantasma della Motul

Certo è che documenti tecnici seri sarebbero molto più esaustivi , e il fatto che non ci siano è un segnale non certo incoraggiante

Pertanto bisogna vedere se poi è vero che hanno messo a punto additivi di tale proprietà , o se ci stanno ancora lavorando sopra, e soprattutto se c'è la volontà di fare un'operazione del genere. Magari per marketing la cosa non è appetibile, chi lo sa............... oppure al momento attuale la cosa non è proprio chimicamente possibile anche se ci fosse l'intenzione, ma qui solo un esperto del settore e della ricerca potrebbe affermarlo con giusta causa.

@terzimicky Non è facile rimpiazzare gli additivi che hanno utilizzato per decenni nelle formulazione degli oli, perché anche se ci riuscissero, rimane sempre da verificare il divario tra l'aspetto teorico (cioè le prove in laboratorio e i test) a confronto con l'aspetto pratico (cioè chi userà poi il motore e ne farà in seguito le dovute spese).
@terzimicky La castroneria di vendere un olio dichiarato A3/B4/C3 per alcuni produttori è nata dall'esigenza di semplificare il prodotto da distribuire sul ogni singolo territorio. qualche anno fà successe la stessa cosa con castrol che vendeva il magnatec 5w40 dichiarandolo a "triplice" formulazione, semplicemente perché non prevedeva la vendita di un 5w40 A3/B4 per l'Italia (mentre per altri paesi europei, si).

Non metto in discussione la cosa, però un dubbio mi sovviene:

Se i motivi legati alla normativa, che nel 2010 ha consigliato Acea di specificare che non possono esistere multiple classi perché incompatibili con i limiti dei dati tecnici (e non perché l'olio non possa funzionare retroattivamente) , e alcuni noti costruttori prima del 2010 (ma anche dopo) , hanno scritto per marketing quelle multiple compatibilità di norme su documenti e confezioni, è molto strano e soprattutto rischioso che facessero anche solo un' operazione commerciale senza avere alle spalle una solida base di certezze tecniche, esponendosi così facilmente a possibili problemi se non rotture dei motori

Poi, come è già successo per altri ambiti, potevano anche pensare di utilizzare gli utenti come cavie per l'esperimento sul campo, ma do per scontato che almeno per i grandi marchi, fossero passate le severe prove di laboratorio e magari di fatica al banco, e in questo caso, significherebbe senza dubbio che i tecnici erano convinti che l'olio in oggetto potesse funzionare in entrambi i casi, cioè C2/3 -> Ax/Bx (non il contrario), gli mancherebbe solo la certezza statistica dei grandi numeri, e stiamo comunque parlando di oli progettati per l'entrata in vigore dell'euro V ormai nel 2009.

Quello che mi sfugge, è perché sembra che qualche costruttore "tiri il sasso e poi nasconda la mano"
 
Ultima modifica:
Continuando i miei approfondimenti , mi sono maggiormente reso conto del perchè lo ZDDp è così importante ma anche perchè è difficile ma soprattutto "scomodo" da sostituire
( costa poco 🤑 )

Infatti , a parte la combustione nei motori dove le scelte antinquinamento e di incompatibilità metallurgica con i catalizzatori lo hanno solo in parte ridimensionato, in tutte le altre applicazioni continua a essere utilizzato alla grande e le previsione economiche sul suo incremento di utilizzo nel futuro, sono ottimistiche

https://univdatos.com/it/anti-wear-additives-market/

https://www.marketresearchfuture.com/reports/zinc-dialkyldithiophosphates-additive-market-5763

https://www.precisionbusinessinsights.com/market-reports/zddp-additives-market

ZDDP | Lo zinco alchil ditiofosfato produce principalmente uno strato protettivo sulla superficie del motore, nonché una nuova pellicola protettiva vetrosa di fosfato di zinco, che ha un contenuto di ferro molto elevato.

Tra i molti lubrificanti, indipendentemente dal tipo, possono controllare efficacemente la corrosione e l'usura dei cuscinetti in piombo-rame attraverso l'ossidazione, rendendoli molto apprezzati nei lubrificanti per motori diesel e benzina.

Quindi l'additivo per olio zddp è un eccellente additivo per olio lubrificante antiusura che funziona bene in termini di stabilità all'idrolisi ed elevata stabilità termica. L'additivo di zinco per l'olio motore può abbinare efficacemente disperdenti, detergenti e additivi nell'olio motore.
Ogni tipo d’usura richiede soluzioni a parte; spesso gli additivi così classificati possono svolgere un’azione positiva nei confronti di più di un meccanismo. Alcuni tipi d’usura non sono risolti agendo sull’antiusura ma con un diverso bilanciamento degli altri componenti.

Tipi principali:

• Ditiofosfati di Zinco (antiusura)

• Solforizzati (antiusura/EP)

• Composti Zolfo-Fosforo (antiusura/EP)

• Paraffine clorurate (EP).

Una particolare attenzione và posto ai Ditiofosfati di Zinco.

La loro introduzione viene fatta coincidere con il decollo dell’industria degli additivi. Rappresentano tuttora l’additivo anti-usura per eccellenza, praticamente insostituibile.

L’additivo antiusura funziona perché, decomponendosi alle temperature di contatto metallo- metallo, reagisce con le superfici formando strati a basso coefficiente d’attrito.

La bassa stabilità termica dei Ditiofosfati è un elemento critico che richiede l’uso di precauzioni anche in fase di stoccaggio e di preparazione è indispensabile non superare la temperatura di 70°C. Ha un’azione antiossidante molto efficace.

L’introduzione delle marmitte catalitiche nelle vetture ha messo in discussione la presenza negli oli dei Ditiofosfati.

Infatti il fosforo in essi contenuto è un potente veleno per i catalizzatori (il contatto è possibile come conseguenza del consumo olio che, passando in camera di scoppio, brucia e finisce nei gas di scarico).

In assenza d'alternative efficaci si è adottato un limite massimo di Fosforo nei lubrificanti finiti.

L'unico tentativo che ho trovato in rete, di introdurre sul mercato un'alternativa aftermarket di un additivo che vantava la sostituzione retrocompatibile dello Zddp, è questo prodotto americano, che è stato tolto dal commercio , l'azienda produttrice (o rivenditore) è stata sostituita da un'altra e il prodotto non è più in catalogo
ZDDP subs 3.webp


https://bobistheoilguy.com/forums/threads/hy-per-lube-hpz212-discontinued.359195/

Vi riporto un riassunto di vari post di @terzmicky , come sempre assolutamente centrato sul pezzo, che chiarisce e focalizza assai bene degli aspetti anche parecchio delicati :

@terzimicky

per esperienza diretta o indiretta, ma con testimonianze affidabili, ti posso garantire che sia l'HBN che il WS2 tolgono l'attrito e per quanto riguarda un altro antiattrito, ho parlato personalmente con direzione e marketing dell'azienda che lo produce e mi hanno mandato dei test (dall'estero) fatti da loro sia sul loro prodotto, che su quello di altri concorrenti. Poi non contento, ho comprato pure una tesi di laurea che trattava la materia degli antiattrito, con tutti i riscontri del caso.

Posso dire con certezza che non è vero che non servono a niente, ma nel contempo vanno contestualizzati da caso a caso.

L'unica cosa che mi sono azzardato a contestare al produttore dell'antiattrito, è stato l'eccessivo costo e quando gli ho detto di contattare un produttore di olio (di livello mondiale) e fargli produrre una linea di olii con il loro antiattrito (a quantità minime) mi è stato risposto una cosa che già sapevo, in pratica mi ha detto:

"E si figurati, nessuno mi produce un olio con il mio prodotto incorporato, perchè quando vedono che i motori durano di più, i produttori dei motori mi ammazzano, se gli rovino l'obsolescenza programmata".

E dopo una mia risata, gli ho chiesto di farmi avere dei campioni da provare e così ha fatto.

Quindi a parte i vari Bardahl, Xenum, Liqui moly che escono in vendita con prodotti "alternativi" per proporre qualcosa di differente e più costoso, agli altri non vale la pena rischiare la strada di un nuovo prodotto con antiattrito, se non per un tentativo che potrebbe andare a vuoto.

Personalmente, se non di rado a causa di qualche test, preferisco cavarmela con olio "normale" perchè mi interessa di più studiare la vera longevità dell'olio non addittivato, ma non per questo non mi interesso ai vari prodotti, dove ad esempio tra il WS2 e l'HBN, preferisco l'HBN perchè tra i due è quello con meno riduzione d'attrito (il WS2 è troppo esagerato) dove però la vera preparazione dell'HBN in polvere da addittivare all'olio, è roba da mal di testa.

Ci sono comunque vantaggi nell'uso di questi prodotti, ma vanno soppesati in base alle necessità effettive, dove non ci sono regole fisse per tutti, ma i risultati vanno verificati per paese europeo, vista la differenza ambientale e dei carburanti.

l'obsolescenza programmata sui gruppi termici, non significa che a 100k km ti si squagliano i pistoni, ma piuttosto che i produttori ci marciano sicuri sul fatto che entro quel kg.metraggio avrai i problemi che si aspettano, soprattutto se rispetti i tagliandi ultracostosi e regolarmente ultralunghi che propinano nei lum. Non è un mistero che la metallurgia di oggi possa arrivare a certe distanze,ma è anche vero che tutto quello che ci marcia in torno è diverse volte sintomo di problemi costosi, perchè la gente difficilmente tratta bene la propria auto. L'olio neanche piangendo, arriva vivo ai 30k km, così come è un palliativo cambiarlo a 25k km e idem se si pensa di fare un figurone a cambiarlo ai 20k km. Sino ai 10k km può essere considerato ancora olio, ma da li in poi sono tutti miracoli di sopravvivenza, che fanno si che si abbiano poi problemi con turbine, fap, incrostazioni, guarnizioni di testa, ecc.

Poi è vero che esiste il guidatore che è in grado di fare anche 300k km senza avere problemi, ma sono delle mosche bianche, rispetto alla massa numerica munita di patente.

L'utilizzo degli antiattrito in certe circostanze, non solo rende longevo il motore (aiutandolo a sopportare certi maltrattamenti) ma anche tutto l'armamentario che ci sta attorno, anche solo per il fatto di aver aiutato ad abbassare le sovra temperature di certi motori stipati in vani troppo su misura.

Pur non essendo nemmeno io un fan degli antiattrito, sono convinto che qualche produttore di oli, sta cercando di farsi strada in tal senso, visti i problemi degli ultimi tre anni con gli oli di nuova generazione, laddove qualche ingegnere si è lasciato prendere la mano e ha esagerato con la formulazione, sovraccaricando troppo l'olio di calcio andando ad innescare il fenomeno LSPI (Low Speed Pre-ignition) causando fenomeni di preaccensione nei motori a tre cilindri, arrivando a bucarne i pistoni.

Questo in pratica è un segno che indica che la nuova era di motori con componenti a basso attrito, con oli e antigelo dedicati, è ancora lontana dall'essere perfetta e che una mano può venire anche dagli antiattrito, sempre se usati in maniera corretta.

Succede che non ottieni l'effetto che quel particolare prodotto dovrebbe offrirti, a seconda del tipo di prodotto.

Sia che siano prodotti "ricostruenti" come l'HBN o il WS2, o che siano dei semplici antiattrito a base di teflon, molibdeno o fullerene, non potrai mai sfruttarli a dovere, perchè la maggior zona di attrito radente (i pistoni) non trovano il punto ideale di lavoro se le fasce incollate non spingono bene verso i cilindri; si ottiene solamente l'effetto contrario, cioè è come se di colpo i cilindri diventassero di vetro e il tutto scivola più velocemente, ma senza dare spinta.

In pratica, durante la risalita del pistone, il punto di spinta verso la parete del cilindro, trova ancora minor "presa" (quindi minor attrito) su cui esercitare la sua velocità "naturale" di risalita; se a questo si somma il fatto che il resto della fascia non può far presa sul cilindro (si parla di centesimi) e quindi fare tenuta per la compressione, otteniamo un pistone che scappa verso l'alto ma senza tenuta. Questo succede non solo in caso di morchie, ma anche quando il termostato è rotto e il motore non riesce ad andare in temperatura ottimale e quindi ne olio e ne additivo, lavorano in maniera corretta.

Le morchie che se ne stanno sul fondo della coppa, nei pressi dei paraoli o nei condotti di passaggio dell'olio, non fanno nient'altro che peggiorare la salute dell'olio e degli additivi, andandoli ad invecchiare prima del tempo. Quindi non è tanto un discorso di dover spendere i soldi a ripulire un motore con la scusa di dover mettere poi l'antiattrito, ma è il fatto di non portare un motore al punto di doverlo ripulire internamente per sentirlo e farlo funzionare in maniera corretta; segno quindi che qualcosa non ha funzionato a dovere sino a li.

Poi torno a ripetere che ci sono delle condizioni, dove invece trovo più sensato metterci l'antiattrito, perchè sia il traffico cittadino che quello autostradale, tendono a tenere l'olio costantemente a bassa viscosità e in questi casi, è sempre un aiuto per non farlo friggere.

Chi ha prettamente traffico cittadino serve per evitare che l'olio lavori costantemente in sovra temperature a causa degli stop&go del traffico che costringono il motore a lavorare con poca aria e per giunta forzata (ventola) per il suo raffreddamento.

Chi fa esclusivamente autostrada, si ritrova con una buona dose di aria sul frontale, ma comunque il motore gira costantemente a giri alti e un aiutino a mantenerlo un pò più fresco, lo aiuta ad evitare i cali di pressione man mano che l'olio invecchia, andando tra l'altro ad incidere sui consumi di carburante, preservando dall'usura nel lungo periodo il motore.

Dato che, rispetto ai precedenti prodotti omologati Ax/Bx , gli oli C3 hanno additivi diversi (ma che contengono comunque ZDDP in formulazione ridotta o in parte epurata ), e visto che quasi nessun produttore importante si sbilancia ufficialmente , forse acquistare in modo mirato un olio C3 di alta qualità con già di suo un'ottimo pacchetto additivante ( Lubrizol o Infienum oppure ?) e aggiungergli un ricostruente antiattrito come il WS2 o l'HBN , potrebbe aumentare di parecchio la retrocompatibilità e rendere fattibile con una sicurezza maggiore, il suo utilizzo in propulsori anche con metallurgia non proprio consona

Lubrizol.webp


Ragionevolmente visto i bassi valori di TBN, bisognerà comunque anticipare il cambio olio come leggevo in alcuni post, intorno ai 7.5 k km al massimo, ma credo poi dipenda molto anche dalla situazione del proprio motore , purtroppo non ho trovato informazioni rassicuranti su come stabilire con certezza quando un olio è realmente finito soprattutto con un valido anticipo di tempo

Sul sito oil.ru, ci sono commenti e indicazioni possibilisti in tal senso, e almeno un paio di misconosciuti oli C3 il cui costruttore dichiara a parte, la compatibiltà retroattiva con A3/B4
https://www.oil-club.ru/forum/topic...dnaja-tablica-laboratornyh-analizov-ojl-klub/

Sempre a proposito di costruttori che si sbilanciano ufficialmente,

uno dei marchi sopracitati da @terzimicky, ha in commercio oli specifici già additivati con H-Bn , e sul TDS del 5W30, è chiaramente riportata anche la retrocompatibilità delle Acea, ma sul sito viene citata anche per i 5W40 che però hanno una viscosità specifica a 100 °C veramente elevata; chissà ,forse per motori che consumano molto olio o lavorano in condizioni gravose , potrebbero essere una buona alternativa

Xenum.webp


https://xenum.shop/en/ceramic-oil/49-vrx-5w30-5425015541112.html

La Penrite ha in catalogo l'ENVIRO+ 5W-40 , e se guardate nella TDS , nero su bianco ci trovate quanto segue :

Penrite.webp

https://penriteoil.com.au/assets/pis_pdfs/ENVIRO+ 5W-40 (FULL SYN.).pdf

Purtroppo ha un costo non indifferente e qui non entro nel merito delle scelte personali, ma mi premeva evidenziare il contenuto della specifica tecnica

A questo punto direi che questo mio viaggio è di fatto arrivato al capolinea , non ho altri mezzi e la capacità tecnica per poter ulteriormente approfondire in maniera valida l'argomento (ammesso che lo sia stato fin qui), però in conclusione mi verrebbe proprio da dire ....

si può fare.webp


Fonti :

http://www.stafflerbz.com/index.php...oel&catid=38:informationen&Itemid=149&lang=it

https://www.stle.org/files/TLTArchives/2022/01_January/Cover_Story.aspx

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10682961/

https://precisionlubrication.com/articles/zinc-lubricant-additives/

https://www.ulprospector.com/knowledge/7481/lmf-zddp-accidental-additive/

https://store.advancedenginetech.com/blogs/blog/replacing-zddp-additives

https://ws2coating.com/a-comparison-of-tungsten-disulfide-and-molybdenum-disulfide/

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0301679X14001479

https://eprints.soton.ac.uk/360362/1/TAE-The%20impact%20of%20organic%20friction%20modifiers%20on%20engine.pdf

https://www.oil-club.ru/forum/topic/36382-a3b4-vs-c3/

https://www.oil-club.ru/forum/topic...dnaja-tablica-laboratornyh-analizov-ojl-klub/

https://www.oil-club.ru/forum/topic/11122-otlichie-masel-a3b34c3-ot-c3/page/4/
 
Ultima modifica:
Della serie : Vai avanti tu che mi scappa da ridere.... :Happy:

Non ho mai scritto che farò questa scelta, ho solo esplorato l'eventuale possibilità di poterla fare , ma la mia deduzione finale è di chi non è del mestiere e l'ho sempre specificato, pertanto assolutamente labile, ricavata da quanto letto e raccolto sopra; potrei benissimo aver tratto delle conclusioni errate o posto delle premesse comunque sbagliate 😱

La mia scelta dell'immediato l'ho evidenziata in altro post, prima di mettere in pratica questa ci sono dei quesiti impliciti che ho messo in luce e che andrebbero almeno discussi se non proprio confermati, prima di prendere seriamente in considerazione un passo di questo tipo
 
Ultima modifica:
Ho postato precedentemente, e mi scuso per la mancanza di indicazioni, un grafico di comparazione della Lubrizol sulle specifiche Acea, che può trarre in inganno

Non ha niente a che vedere con la prestazione dell'additivo in oggetto rispetto alle normative

Trovate la spiegazione con le corrette indicazioni e relative istruzioni per l'uso, a questo link:

https://online.lubrizol.com/relperftool/pc.html
 
Della serie : Vai avanti tu che mi scappa da ridere.... :Happy:

Non ho mai scritto che farò questa scelta, ho solo esplorato l'eventuale possibilità di poterla fare , ma la mia deduzione finale è di chi non è del mestiere e l'ho sempre specificato, pertanto assolutamente labile, ricavata da quanto letto e raccolto sopra; potrei benissimo aver tratto delle conclusioni errate o posto delle premesse comunque sbagliate 😱

La mia scelta dell'immediato l'ho evidenziata in altro post, prima di mettere in pratica questa ci sono dei quesiti impliciti che ho messo in luce e che andrebbero almeno discussi se non proprio confermati, prima di prendere seriamente in considerazione un passo di questo tipo
Sul tuo libtretto di uso e manutenzione dovrebbe essere citato di usare 5W/30 A1/B1 A5/B5 FORD WSS-M2C913-B.
Il mio consiglio è di usare lo stesso olio con specifiche aggiornate FORD WSS-M2C913-D e retrocompatibile con WSS-M2C913-B e WSS-M2C913-C.
Come ad esempio:
-Castrol Magnatec A5: ACEA A5/B5, API SN, Ford WSS-M2C913-C/ D, ILSAC GF-5

-Motul 8100 Eco Energy:
ACEA A5/B5 API SP
FORD WSS-M2C913-D
JAGUAR STJLR.03.5003
VW C 530 36
CHRYSLER MS 50081
FIAT 9.55535-G1
RENAULT RN0700
 
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