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- Ford Focus Mk2 Hatch. - G8DB - 1.6 Tdci - 80Kw/109cv - anno 2009
Mi sono appassionato all'argomento leggendo sul forum , come ipotesi "molto" alternativa per un possibile upgrade del mio attuale lubrificante .
Vorrei fare un riassunto dei tanti post sparsi nel tempo e in vari argomenti (riportando in citazione la fonte integrale) che lo renda fruibile in un unico topic, a riguardo del tema che a sprazzi è già stato affrontato a partire dal 2016 , ma che forse meriterebbe una rispolverata se non proprio una rivalutazione, specie alla luce delle nuove formulazioni degli oli di recente immissione sul mercato e al contemporaneo stagnare delle vendite di auto nuove, che vede moltissimi utenti, ove possibile, tenersi ben strette le macchine con ormai diversi anni sulle spalle,(diesel compresi) o alimentare il fiorente mercato dell'usato, con conseguenti problematiche di usura e guasti da dover forzatamente affrontare prima o poi.
Perchè non posso , non devo o è molto rischioso mettere un olio classe Acea C2/C3 Mid-Saps, in un motore che prevede specifiche Acea A4-5/B4-5 full Saps ? [SAPS sta per Ceneri solfatate (SA), Fosforo (P) e Zolfo (S)]
E qual'è il motivo per cui invece sarebbe conveniente farlo?
La ragione "meccanica" che stimolerebbe il tentare un'operazione di questo tipo, è che ai possessori di motori a specifiche Full Saps con dispositivi antinquinamento ( EGR + FAP/DPF), gioverebbe sicuramente avere a disposizione un adeguato olio Mid SAPS, cioè con minore contenuto di ceneri , che sicuramente (ma che non ne sono l'unica fonte) , vanno inevitabilmente a sporcare e incrostare i dispositivi succitati con grossi inconvenienti e conseguente notevole esborso di denari, specie se l'unica officina possibile è quella della casa madre
Dove sta quindi il vero problema ?
Al di là dello scegliere un olio di adeguate specifiche tecniche per lo meno equiparabili, pur sapendo che non rispetterà a pieno tutte le indicazioni originali richieste dal costruttore e che ci sono dei parametri il cui valore non potrà essere esattamente avvicinato, come il TBN , (che però si potrebbe cercare di risolvere prevenendolo con cambi anticipati e mirati),
quello che invece nei fatti risulta più deleterio e soprattutto pericoloso per l'integrità del motore stesso, è che per ottenere un basso contenuto di ceneri nella classe Cx e ridurre alcuni inquinanti, si sono dovuti sacrificare in toto o in parte , almeno due elementi fondamentali nella composizione dell'olio, cioè lo Zolfo e alcuni pacchetti di additivi che prevenivano l'usura delle parti meccaniche in movimento, come lo ZDDP (zincdialkyldithio phosphate), e questa mancanza può risultare fatale per alcuni componenti dei motori realizzati per le Acea Ax/Bx.
I progettisti di propulsori di recente costruzione, hanno dovuto affrontare la questione modificando la loro metallurgia , ma i motori più datati, hanno il fianco esposto a questo "handicap"
Un articolo interessante : https://learnoilanalysis.com/lube-o.../should-we-ban-saps-are-they-really-that-bad/
La speranza pertanto sarebbe riposta nelle formulazioni dei nuovi oli in commercio che potrebbero aver risolto o alquanto ridimensionato il problema di retrocompatibilità, mediante l'utilizzo di nuovi e diversi additivi speciali (sempre ammesso che le case produttrici abbiano avuto un motivo per farlo) , ma al momento documenti con evidenze tecniche serie non ne ho trovate .
Gli unici indizi, sono state sporadiche apparizioni di classificazioni Acea multiple su alcune confezioni di olio (ante normativa Acea del 2010) , risposte ambigue dei configuratori che si trovano online, mentre la sola Motul ufficialmente si era esposta con delle indicazioni tecniche nel loro compendio del manuale degli oli, di cui non si trova più traccia sul loro sito ufficiale.
C'è però un'eccezione recentissima, tutta da verificare, di un serio produttore di olio che è la Kroon, di cui si è parlato anche qui nel forum, che ha emesso un TDS che allego, con un'indicazione interessante che andrebbe adeguatamente approfondita
Pertanto in conclusione , al momento attuale , se non subentrano nuove evidenze tecniche ufficiali oppure qualcuno che sia in grado di riportare esperienze o documentazioni specifiche suffragate da fatti concreti e argomentati, bisogna prendere atto che la sostituzione citata nel titolo di questo topic, Non è teoricamente fattibile o comunque è altamente sconsigliata in quanto può esporre al grosso rischio di possibili guasti e rotture di parti importanti del motore (fasce elastiche, albero a camme, valvole e sedi, ecc.) .
Vorrei fare un riassunto dei tanti post sparsi nel tempo e in vari argomenti (riportando in citazione la fonte integrale) che lo renda fruibile in un unico topic, a riguardo del tema che a sprazzi è già stato affrontato a partire dal 2016 , ma che forse meriterebbe una rispolverata se non proprio una rivalutazione, specie alla luce delle nuove formulazioni degli oli di recente immissione sul mercato e al contemporaneo stagnare delle vendite di auto nuove, che vede moltissimi utenti, ove possibile, tenersi ben strette le macchine con ormai diversi anni sulle spalle,(diesel compresi) o alimentare il fiorente mercato dell'usato, con conseguenti problematiche di usura e guasti da dover forzatamente affrontare prima o poi.
La domanda pertanto è:@terzimicky Le modifiche nel cambio delle formulazioni hanno riguardato diversi oli di lungo corso, ma nel contempo, ne sono nati di nuovi e rispetto a 10/20 anni fà. Ne ho dedotto che le tds vanno interpretate ancora meglio rispetto ad allora, visto che i maghi della chimica si sono inventati dei "miscugli" strani e che oggi i cosidetti oli nuovi (almeno dal 2017 in poi) fanno sì che ci siano alcuni oli 5w40 meno viscosi rispetto ad oli 0w40 di un decennio fà.
Perchè non posso , non devo o è molto rischioso mettere un olio classe Acea C2/C3 Mid-Saps, in un motore che prevede specifiche Acea A4-5/B4-5 full Saps ? [SAPS sta per Ceneri solfatate (SA), Fosforo (P) e Zolfo (S)]
E qual'è il motivo per cui invece sarebbe conveniente farlo?
La ragione "meccanica" che stimolerebbe il tentare un'operazione di questo tipo, è che ai possessori di motori a specifiche Full Saps con dispositivi antinquinamento ( EGR + FAP/DPF), gioverebbe sicuramente avere a disposizione un adeguato olio Mid SAPS, cioè con minore contenuto di ceneri , che sicuramente (ma che non ne sono l'unica fonte) , vanno inevitabilmente a sporcare e incrostare i dispositivi succitati con grossi inconvenienti e conseguente notevole esborso di denari, specie se l'unica officina possibile è quella della casa madre
Dove sta quindi il vero problema ?
Al di là dello scegliere un olio di adeguate specifiche tecniche per lo meno equiparabili, pur sapendo che non rispetterà a pieno tutte le indicazioni originali richieste dal costruttore e che ci sono dei parametri il cui valore non potrà essere esattamente avvicinato, come il TBN , (che però si potrebbe cercare di risolvere prevenendolo con cambi anticipati e mirati),
quello che invece nei fatti risulta più deleterio e soprattutto pericoloso per l'integrità del motore stesso, è che per ottenere un basso contenuto di ceneri nella classe Cx e ridurre alcuni inquinanti, si sono dovuti sacrificare in toto o in parte , almeno due elementi fondamentali nella composizione dell'olio, cioè lo Zolfo e alcuni pacchetti di additivi che prevenivano l'usura delle parti meccaniche in movimento, come lo ZDDP (zincdialkyldithio phosphate), e questa mancanza può risultare fatale per alcuni componenti dei motori realizzati per le Acea Ax/Bx.
I progettisti di propulsori di recente costruzione, hanno dovuto affrontare la questione modificando la loro metallurgia , ma i motori più datati, hanno il fianco esposto a questo "handicap"
Un articolo interessante : https://learnoilanalysis.com/lube-o.../should-we-ban-saps-are-they-really-that-bad/
@terzimicky
Sino ai motori euro 3 in molti utilizzavano ancora oli A3 in virtù della costruzione del loro motore,mentre altri (ford per fare un esempio) utilizzavano oli a basso attrito (A1 o A5) per contenere i consumi di carburante e di olio, onde preservare i catalizzatori.
La differenza sostanziale però, la fà la classe catalizzativa, laddove al salire del numero, le cose si complicano parecchio nel tentativo di ridurre gli inquinanti. Non è per niente che i costruttori si sono trovati a dover rimandare in aspirazione una %le sempre maggiore di blowby in modo da preservare al meglio i cat.
La metallurgia del motore però, rimane quello che la fa da padrone sulla scelta dell'olio motore, perchè qualora l'olio risultasse inadatto, sarebbe il motore a patirne le spese. Ti posso dire che i pochi (per fortuna) tentativi di far digerire un olio C3 ad un motore euro3 sono falliti a causa di una metallurgia che richiedeva la presenza forzata di un olio A3, pena il surriscaldamento del reparto valvole e delle bronzine (tanto per citare parti deboli).
Con i primi motori euro 4, diversi costruttori hanno mantenuto a libretto oli A3, molto probabilmente perchè erano motori euro 3 "adattati" allo scopo e quindi non si poteva rischiare una riduzione del 30% del reparto additivi/detergenti.
l peso delle ceneri solfatate inferiore, sta a dimostrare che l'olio è più carente di additivi che proteggono da usura, in primis lo ZDDP, tanto caro agli alberi a camme. Quindi meno peso specifico che può bruciare,significa meno peso che quando brucia, inquina di meno il catalizzatore, ma c'è anche meno protezione a livello di resistenza.
Se poi il motore ha una metallurgia che non risente di questa mancanza, allora problemi non ce ne saranno, ma è difficile dirlo se non si conosce la storia di tutto il suo vissuto.
Alcuni costruttori,fecero anni addietro la furbata, di utilizzare i motori euro 4 per prepararli alle ancor più restrittive norme euro 5 e nel proseguio della carriera, modificarono alcuni particolari per provare le nuove metallurgie e testarle con i nuovi oli
Non è facile rimpiazzare gli additivi che hanno utilizzato per decenni nelle formulazione degli oli, perchè anche se ci riuscissero, rimane sempre da verificare il divario tra l'aspetto teorico (cioè le prove in laboratorio e i test) a confronto con l'aspetto pratico (cioè chi userà poi il motore e ne farà in seguito le dovute spese).
Ci sono ad esempio problematiche legate alle fasce elastiche che si protraggono dai primi anni duemila e che non hanno ancora risolto in toto; figuriamoci quindi quanto ci vuole a trovare dei validi sostituti di additivi che hanno fatto egregiamente il loro dovere per decenni, salvo poi essere "beccati" all'analisi dei gas di scarico da quando hanno messo in atto i catalizzatori (prima respiravamo di tutto).
E' stato sufficiente togliere il piombo dalla benzina e lo zolfo dall'olio, per causare nel motore tutta una serie di problemi di usura che prima non c'erano; ecco perchè hanno dovuto rivedere le metallurgie dei motori
La speranza pertanto sarebbe riposta nelle formulazioni dei nuovi oli in commercio che potrebbero aver risolto o alquanto ridimensionato il problema di retrocompatibilità, mediante l'utilizzo di nuovi e diversi additivi speciali (sempre ammesso che le case produttrici abbiano avuto un motivo per farlo) , ma al momento documenti con evidenze tecniche serie non ne ho trovate .
Gli unici indizi, sono state sporadiche apparizioni di classificazioni Acea multiple su alcune confezioni di olio (ante normativa Acea del 2010) , risposte ambigue dei configuratori che si trovano online, mentre la sola Motul ufficialmente si era esposta con delle indicazioni tecniche nel loro compendio del manuale degli oli, di cui non si trova più traccia sul loro sito ufficiale.
C'è però un'eccezione recentissima, tutta da verificare, di un serio produttore di olio che è la Kroon, di cui si è parlato anche qui nel forum, che ha emesso un TDS che allego, con un'indicazione interessante che andrebbe adeguatamente approfondita
@terzimicky
per quanto riguarda i configuratori degli oli consigliati dai produttori, vi è un modus operandi che non è univoco, che manda in confusione molta gente. In sostanza il configuratore a volte da risposte mirate con un max di due possibilità e a volte risponde inserendo molte più variabili perchè prende in considerazione anche gradazioni possibili anche in altri paesi/continenti.
Quello della motul è uno di quelli più "complicati" da interpretare, perchè sembra che concentri tutti i se e i ma delle varie possibilità che ruotano intorno al motore scelto. La castroneria di vendere un olio dichiarato A3/B4/C3 per alcuni produttori è nata dall'esigenza di semplificare il prodotto da distribuire sul ogni singolo territorio. qualche anno fà successe la stessa cosa con castrol che vendeva il magnatec 5w40 dichiarandolo a "triplice" formulazione, semplicemente perchè non prevedeva la vendita di un 5w40 A3/B4 per l'Italia (mentre per altri paesi europei, si).
@Pike
E lasciatemi essere arrogante nel dirlo: probabilmente un 5w30 ACEA C2 (rispetto all'A5/B5) e dotato delle giuste specifiche aggiornate sia in realtà più protettivo del motore, meno pesante per il catalizzatore ed il FAP... e con meno residui. Ma senza avere a disposizione cosa richiede Ford ed il codice motore oggetto di cure è solo una ipotesi.
Pertanto in conclusione , al momento attuale , se non subentrano nuove evidenze tecniche ufficiali oppure qualcuno che sia in grado di riportare esperienze o documentazioni specifiche suffragate da fatti concreti e argomentati, bisogna prendere atto che la sostituzione citata nel titolo di questo topic, Non è teoricamente fattibile o comunque è altamente sconsigliata in quanto può esporre al grosso rischio di possibili guasti e rotture di parti importanti del motore (fasce elastiche, albero a camme, valvole e sedi, ecc.) .
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