@spoon
1) il valore dell'indice di viscosità (V.I) serve a regolare la stabilità dell'olio nel mantenere le viscosità dichiarate a caldo e a freddo, con una curvatura il più lineare possibile sia in fase di aumento che di diminuzione della viscosità. Si ottiene modificando la base dell'olio e aggiungendo polimeri in modo da adattare la resistenza delle viscosità cinematiche alle caratteristiche volute. Le viscosità cinematiche derivano dalla gradazione scelta dell'olio e attraverso la scala
sae J300 si può vedere il loro range di lavoro:
L'unico "difetto" nell'alzare troppo il VI rispetto alla sua base di partenza, consiste nel fatto che si abbassa troppo la resistenza al taglio dell'olio e quindi, è meglio non esagerare con VI troppo elevati (soprattutto se ottenuti con additivi non proprio all'altezza) altrimenti si rischia di trovarsi con l'olio che sembra un brodino prima del tempo.
Quindi in parole povere, il valore alto di VI è buono solo se deriva da basi ben trattate, altrimenti è solo un valore scritto nelle tds e dipende dalla serietà del produttore, se poi quel valore sarà reale o meno.
2) La viscosità a 40° tanto più è bassa e tanto meglio è, visto che l'olio entrerà in circolo più rapidamente, ma in ogni caso, è vincolata alla gradazione dell'olio stesso e deve rispettare determinati valori.
3) La viscosità a 100° tanto più è vicina al valore limite (imposto dalla
sae J300 in base alla gradazione e non dai tipi di olio) e meglio è, perchè significa che l'olio mantiene una buona pressione anche a caldo.
Le viscosità a 40 e 100° sono viscosità cinematiche legate tra di loro e c'è sempre un rapporto di viscosità limite (
sae J300 docet).
4) il TBN più alto è e meglio è, ma deve rispettare le norme
Acea per rientrare nella specifica dichiarata.
5 e 6) gli antiattrito presenti nelle formulazioni degli oli moderni, al massimo ti fanno ritrovare nelle tds la %le di fosforo e nulla più e al massimo nelle msds, ti ritrovi le %li di ZDDP (ditiofosfato di zinco) in misure da lacrime, visto che sia fosforo che ZDDP accorciano la vita dei catalizzatori.
Per trovare eventuali aggiunte di antiattrito più tecnologici e meno metallari, bisogna spulciare i test VOA (virgin oil analisys) degli oli, dove sono presenti a volte in ppm, molibdeno, ecc.
7) non è semplice pensare di arrivare alla verità attraverso le msds degli oli per capire di che pasta sono fatti, visto che nemmeno i numeri cas sono di facile decrittazione, dato che molte volte un numero cas comprende un famiglia di prodotti ed è difficile scovare la formulazione reale dell'olio da quelle schede. Ci si può tentare, ma è una faticaccia immane.