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non prendo per i fondelli nessuno, figurati e la gif era solo un modo per alleggerire il discorso.
Tornando alla questione ti faccio notare (di nuovo) che è l'acidità non è solo presente negli escrementi, ma dall'azoto e dallo zolfo (che sono presenti in strada) si formano gli acidi rispettivi (ma ce ne sono una marea di più), quindi lasciare il lerciume sull'auto, significa anche lasciare acidi ossidanti.
Tutto qui.
Il calore e gli uv non fanno che catalizzare e velocizzare di molto la reazione.
Mai visto un dentista o una estetista che velocizza il lavoro con l'applicazione degli uv?
esatto,
ma la radiazione ottica non è solo luce visibile o UV o IR, lo spettro del sole è ampio ed una cose delle cose che fa è riscaldare e riscaldare aumenta la velocità di reazione (ripetuto un'altra volta).
Ho provato il dentifricio sui fari e alla fine...profumavano di fresco. Ma non erano minimamente meno opachi. Troppo compromessi.
Ho usato il dentifricio sul trasparente del cruscotto della moto e ha invece dato buoni risultati. Una prova molto veloce e poco convinta, tra l'altro.
Ma gli swirl erano notevolmente ridotti e la "patina" dovuta al tempo (14 anni), quasi sparita.
Proverò con maggiore convinzione, ma sono convinto che per situazioni leggere funzioni bene.
Comunque ho fatto un po' di ricerche e sembra che i polimeri in generale abbiano una buonissima resistenza agli acidi e alcali ma subiscono molto l' azione dei raggi UV, del calore e dell' ossigeno . Al massimo alcuni materiali di questo genere possono subire l' attacca da solventi organci quindi composti del carbonio ma non ho trovato nulla che riguardasse lo Zolfo e Azoto
Ai raggi UV invece viene data una grosso peso perchè oltre a rovinare l' aspetto del materiale ne altera le proprietà meccaniche ...
Però ho trovato testi piuttosto discorsivi, non sono riuscito ad entrare nel merito dell' aspetto più chimico
E questi sono i fari della Punto, sono leggermente rovinati ma prima di intervenire aspetterò ancora un bel po' visto che il difetto non influenza la visibilità...Considerando che la macchina ha 12 anni non mi sembrano presi così male...
Comunque ho fatto un po' di ricerche e sembra che i polimeri in generale abbiano una buonissima resistenza agli acidi e alcali ma subiscono molto l' azione dei raggi UV, del calore e dell' ossigeno . Al massimo alcuni materiali di questo genere possono subire l' attacca da solventi organci quindi composti del carbonio ma non ho trovato nulla che riguardasse lo Zolfo e Azoto
Ai raggi UV invece viene data una grosso peso perchè oltre a rovinare l' aspetto del materiale ne altera le proprietà meccaniche ...
Però ho trovato testi piuttosto discorsivi, non sono riuscito ad entrare nel merito dell' aspetto più chimico
E questi sono i fari della Punto, sono leggermente rovinati ma prima di intervenire aspetterò ancora un bel po' visto che il difetto non influenza la visibilità...Considerando che la macchina ha 12 anni non mi sembrano presi così male...
I fari sono rivestiti da uno stato protettivo anti-UV: un faro senza strato protettivo ingiallisce in poche settimane, guardate cosa succede quando un faro viene lucidato completamente ma non chiuso con sigillante o trasparente.
Perchè questo strato salta?
Perchè ci sono sono una serie di cause che concorrono al suo deterioramento, che vengono definite complessivamente come agenti atmosferici, che è un modo diversamente elegante per dire causa multifattoriale.
Può un trattamento saltare a causa degli UV se è un trattamento resistente agli UV ed ha il compito di schermare dagli UV?
Può un trattamento saltare a causa degli acidi se è un trattamento resistenti agli acidi?
Può un trattamento saltare a causa dell'abrasione se è definito come duro e resistente all'abrasione?
Può un trattamento saltare a causa di ossidanti se è definito come resistente agli ossidanti?
Può un trattamento essere intaccato dagli oli o altri "detergenti" se è definito resistente a tali sostanze?
Può un trattamento essere intaccato dal calore se viene definito come resistente al calore?
La risposta a tutte queste domande è si, perchè qui parliamo di un materiale di sintesi che a maggior ragione non è eterno e che ha un limite di tempo e di stress oltre il quale inizia a deteriorasi, anche se è studiato per resistere a tutti questi stessi stressor:
1) effetto tempo: un'equivalenza nel mondo dei materiali "inorganici" si potrebbe trovare nell'alluminio. Ad esempio alcune leghe vanno incontro a rottura per fatica anche se ha lavorato all'interno del limite di elasticità.
2) effetto sinergico: l'insieme degli elementi ha un effetto complessivo che va oltre la somma dei singoli elementi se presi singolarmente (basti pensare che il solo calore è un potente catalizzare di molte reazioni) e questa è una delle leggi che ricorre spesso ricorre nei sistemi organici, ma anche nei sistemi "inorganici" provate a pensare alla tensocorrosione di un metallo:
Una struttura in metallo, che sottoposta a corrosione per ossidazione e temperature elevate, improvvisamente cede sotto un carico anche basso, ma le singole situazioni prese singolarmente non poterebbero a rottura.
Ora provate a pensare quanti agenti sono presenti sul faro della macchina, tutti elementi che presi singolaramente impiegherebbero decine e decine di anni per ingiallire i fari ma che insieme possono ottenere l'ingiallimento anche dopo pochi anni.
Messaggio doppio unito:
non dico di essere certo che sia multifattoriale, dico che è più probabile che il trattamento protettivo anti uv, salti più facilmente in un ambiente dove ci sono più stressor che agiscono in sinergia, piuttosto che puntare il dico esclusivamente sugli UV (che ritengo comunque essere una delle cause).
Monatto cito i tuoi messaggi per dovere di cronaca
Il processo è dovuto anche all'incuria:
i fari sono sottoposti a stress meccanico (pietre e polvere) e chimico (sporco, inquinanti e sole).
Lasciare i fari sporchi per lungo tempo e sotto il sole non fa che accelerare il processo di invecchiamento.
Il sole e la temperatura possono fungere da catalizzatori nel processo di invecchiamento.
Lasciare in sede un miscuglio di sostanze per lungo tempo, non fa che accelerare il processo d'invecchiamento, come lasciare in sede le deiezioni dei volatili: ti puoi ritrovare anche con il trasparente altamente intaccato se non bucato.
Sull'asfalto sono presenti centinaia di composti acidi oltre ed oleosi, entrambe le classi di composti non fanno che mangiare la plastica che è molto più morbida dei trasparenti. Un processo lento ma inesorabile: gutta cavat lapidem.
Basta lavare l'auto un pò più spesso oppure se si vuole fare meglio si può con un sigillante.
La plastica va incontro ad un processo di ingiallimento perché va incontro ad un processo di ossidazione.
Le cover dei cellulari di sole diretto non ne prendono quasi mai ma ingialliscono perchè si ossidano alcuni composti al loro interno. Mai visto i mobili di casa o piccoli robot da cucina ingiallire?
i derivati acidi a base di azoto o di zolfo, si trovano comunemente sull'asfalto, perchè i tubi di scaricano emettono una miriade di composti (NOx HS...), oltre a quelli emessi da freni e gomme.
Tutto questo lerciume a base acida non fa che ossidare il faro, cosi come lo ossida la luce.
La luce ed il calore inoltre non sono altro che catalizzatori di reazione, perchè il calore accelera le reazioni chimiche.
Lasciare in sede il lerciume lo ingiallisce precocemente.
E io ti dico che il sole ed il calore essendo catalizzatori possono accelerare il processo anche di diversi ordini di grandezza, ma se in una reazione chimica mancano i reagenti i prodotti non si formano.
Si è vero il sole può ossidare direttamente la plastica, ma le vernici protettive presenti sul fanale sono vernici anti uv, perchè altrimenti le vedresti ingiallite già dopo 3 mesi.
L'azione è multifattoriale:
lo sporco gratta ed aumenta la superficie di contatto del faro, la merxa chè c'è sull'asfalto ci finisce su ed il sole cucina per bene il resto.
Prova a fare la stessa prova sul trasparente:
Anche il sole rovina il trasparente, ma impiega anni per farlo se l'auto è sempre pulita. Poi prova ad esporre al sole una macchina sporca e con le deiezioni degli uccelli e vedi quanto tempo impiega il trasparente a ossidarsi (e te ne accorgi perchè quando si ossida diventa opaco) o bucarsi.
Da questi messaggi mi sembra di capire che il sole per te è solo una concausa un po' secondaria e che in realtà il primo responsabile siano i proprietari un po' superficiali nella cura dell' auto e le sostenze chimiche agressive....Monatto io non ho mai detto che il sole sia l' unica causa, ho detto che è una delle principali ...Inizialmente hai sostenuto che fosse incuria e io ti ho risposta che a mio avviso era un fenomeno di invecchiamento inevitabile perchè certi comportamenti per chi magari non ha a disposizone un garage con più posti auto oppure lo usa per altri scopi ed è costretto a lasciare la macchina all' aperto non è che tratti male la macchina ma semplicemente non ha l' opportunità di metterla al riparo dagli agenti atmosferici e di conseguenza gli esterni ne risentono...
Sono convinto che un' automobilista che d' estate mette il suo bel parasole, gli interni gli tiene in ordine, la mattina finchè il motore non è caldo procede a bassi carichi e a basso numero di giri ed esegue tutta la manutenzione necessaria potrebbe arrivare ai suoi bei chilometraggi senza problemi e con la macchina in ottimo stato e sinceremante tra la macchina perfetta di carrozzeria e quella perfetta di meccanica scelgo la seconda...Dal mio meccanico un paio di anni fa c'era una Lybra del 2001 argento metalizzato con la vernice spenta, i fari opachi, gli interni in alcantara usurati, alcuni particolari esterni assenti perche forse rotti, piena di segni, insomma era una macchina che ha vissuto la sua vita intensamente e probabilmente al proprietario di averla bella pulita non gli è mai interessato ed era la pronta per essere rottamatama...Tu ora penserai chissa quanto è stata tratta male quella macchina ma invece sai quanti chilometri aveva quella povera Lybra ? Io non lo con precisione perchè il contachilometri si è fermato a 999999 km ...E' stata una maccina soggeta ad incuria ? A mio avviso no, se fosse stata maltratta non ci sarebbe mai arrivata, è stata una macchina vissuta intensamente...
Comunque oggi pomeriggio avevo un po' di tempo e come promesso mi sono informato e posso affermare con una certa sicurezza che è un processo normalissimo, ti invito a leggere il file che ho allegato, il policarbonato è rivestito da un film di PMMA che si stima che duri intorno ai 10-15 anni...Se i fari cominciano ad ingiallire a 9/10 anni nelle situazioni più critiche mi sembra che il fenomeno non sia per nulla anomalo.
Certo @Pike, erano delle dispense dell' Università di Ferrara e facevano un discorso generale su diversi polimeri tra cui il policarbonato e il PMMA...
Gli ho dato una letta veloce, magari nei prossimi giorni la leggerò con più calma perchè sono interessanti
Tra l'altro ho trascurato un esempio che ho in casa.
Mio zio ha una Ford Galaxy del 2008 tenuta sempre in garage e infatti i fari sono assolutamente perfetto, non c'è praticamente differenza con quelli della Fiesta che sono nuovi. Penso che l'esposizione continuativa ai raggi solari faccia il 70% del danno, IMHO.
grazie per il file, fa sempre piacere veder linkati testi validi.
Veniamo al punto: tu presumi di capire che io intendo il sole come una causa secondaria sull'ingiallimento, quindi è una tua opinione.
Nell'ultima risposta sono stato molto chiaro e penso di aver esplicitato bene, concetti che potevano essere poco chiari nei messaggi precedenti. Il mio punto di vista è stato ben espresso.
Il file che hai linkato non fa che confermare quello che hai riportato ma che ho scritto anche io.
Io sto fissando l'attenzione sullo strato protettivo superficiale in polimetilmetacrilato che riveste il faro e lo protegge dagli UV ed il problema forse è questo. Tu poni l'attenzione sul processo di ingiallimento, in quanto tale, io sul perchè ciò avviene. Sbaglio?
Se salta il rivestimento questo è normale che il faro si ingiallisce e l'ho ripetuto più volte. Questo strato (secondo il file che hai postato)
Per quanto accennato, possiede qualità ottiche eccellenti con caratteristiche di grande permeabilità alla luce, superiori anche a quelle del vetro normale, (lascia passare il 73% delle radiazioni ultraviolette e il 92% della luce solare), buona resistenza meccanica alla trazione, compressione e flessione, con una leggera tendenza però alle deformazioni plastiche (tranne che a compressione), e buona resistenza termica agli sbalzi di temperatura, ottima resistenza all’usura provocata dalle intemperie e dai raggi ultravioletti, ma scarsa resistenza al calore.
è definito come resistente agli UV, a differenza del policarbonato sottostante che è invece di gran lunga più sensibile.
Quindi il problema è questo: perchè il faro ingiallisce? Ingiallisce perchè la mattina spunta il sole e quindi ci sono gli UV oppure perchè è saltato lo strato protettivo che lo espone agli UV ed a tutto il resto?
I fari sono rivestiti da uno stato protettivo anti-UV: un faro senza strato protettivo ingiallisce in poche settimane, guardate cosa succede quando un faro viene lucidato completamente ma non chiuso con sigillante o trasparente.
Per impiegare il policarbonato all’esterno ed evitarne l’ingiallimento e la degradazione ad opera dell’esposizione ai raggi ultravioletti, il policarbonato può essere trattato su uno o entrambi i lati con uno strato anti-UV, costituito da un sottile film in polimetilmetacrilato, applicato mediante verniciatura o coestrusione.
Perchè ci sono sono una serie di cause che concorrono al suo deterioramento, che vengono definiti complessivamente come agenti atmosferici, che è un modo diversamente elegante per dire causa multifattoriale.
E ne ho citate diverse dal calore, agli uv, ai solventi, agli acidi, alle sostanze ossidanti, lo stress meccanico.
e nel testo che hai linkato trovo scritto che i materiali polimerici subiscono questi stressor:
Molti polimeri termoplastici, pur possedendo proprietà specifiche, hanno caratteristiche comuni, come buona resistenza a molti agenti chimici, combustibilità, fragilità alle basse temperature,
invecchiamento precoce (in assenza di additivi specifici) sotto l’azione dei raggi ultravioletti e, più in generale, degli agenti atmosferici, elevato coefficiente di dilatazione termica, scorrimento a freddo a temperatura ambiente in situazioni di sforzi meccanici, scarsa (o nulla) resistenza ai solventi organici, ai graffi e agli urti.
Tutte le materie plastiche sono però soggette ad invecchiamento, a un processo lento di degradazione per effetto della luce del sole, soprattutto delle radiazioni ultraviolette, del calore e dell’ossigeno.
Ci si limita quindi a fornire solo alcune indicazioni di carattere generale sulle cause più frequenti di invecchiamento e degrado, che si individuano nella
temperatura, nel fuoco, nel raffreddamento rapido in fase di lavorazione, in alcuni solventi, nei raggi ultravioletti, nell’ossidazione e sui conseguenti deterioramenti che queste cause inducono.
possono reagire con solventi organici (ad esempio l’acetone) e talvolta con l’acqua (ad esempio il nylon). L’acqua può essere dannosa per i polimeri con gruppi polari e buona affinità: penetrando nel materiale provoca la rottura dei legami intermolecolari, la diminuzione del modulo elastico e il rigonfiamento del materiale, che a sua volta genera tensioni interne, causa spesso della formazione di fessure. Oltre che dall’umidità, il rigonfiamento può essere provocato dalla penetrazione fra le macromolecole di molecole piccole.
L’azione dei raggi ultravioletti a risulta dannosa nel lungo periodo, perché non solo deteriora l’aspetto del materiale decolorandolo o imbrunendolo, ma riduce anche le sue proprietà meccaniche.
Ossidazione La riduzione delle proprietà meccaniche può essere determinata anche dall’ossidazione: i radicali liberi provenienti dalla rottura di legami chimici delle catene fissano l’ossigeno.
Particolarmente sensibile a questo tipo di degrado è il polipropilene.
Io ho lavorato d'anticipo, i fari li ho protetti sempre con una cera che fungeva da filtro anti UV.
Poi vabbé un tizio con la bici mi ha distrutto uno dei due...ma la sfiga come purtroppo gabbo ben sà ci vede benissimo.
Rinnovarli dal carrozziere costa 15\20€ a pezzo ed il carrozziere(visto io sull'auto di mio padre) fa quello che fa gabbo qui.
Raschia il primo strato, lucida per bene facendo tornare la plastica limpida, passa uno strato di trasparente che serve a proteggere dai raggi UV e lascia asciugare.
Risultato estetico ottimo, visibilità un pelo migliorata ma nulla di trascendentale.
grazie per il file, fa sempre piacere veder linkati testi validi.
Veniamo al punto: tu presumi di capire che io intendo il sole come una causa secondaria sull'ingiallimento, quindi è una tua opinione.
Nell'ultima risposta sono stato molto chiaro e penso di aver esplicitato bene, concetti che potevano essere poco chiari nei messaggi precedenti. Il mio punto di vista è stato ben espresso.
Il file che hai linkato non fa che confermare quello che hai riportato ma che ho scritto anche io.
Io sto fissando l'attenzione sullo strato protettivo superficiale in polimetilmetacrilato che riveste il faro e lo protegge dagli UV ed il problema forse è questo. Tu poni l'attenzione sul processo di ingiallimento, in quanto tale, io sul perchè ciò avviene. Sbaglio?
Se salta il rivestimento questo è normale che il faro si ingiallisce e l'ho ripetuto più volte. Questo strato (secondo il file che hai postato) Caratteristiche tecniche
Per quanto accennato, possiede qualità ottiche eccellenti con caratteristiche di grande permeabilità alla luce, superiori anche a quelle del vetro normale, (lascia passare il 73% delle radiazioni ultraviolette e il 92% della luce solare), buona resistenza meccanica alla trazione, compressione e flessione, con una leggera tendenza però alle deformazioni plastiche (tranne che a compressione), e buona resistenza termica agli sbalzi di temperatura, ottima resistenza all’usura provocata dalle intemperie e dai raggi ultravioletti, ma scarsa resistenza al calore.
è definito come resistente agli UV, a differenza del policarbonato sottostante che è invece di gran lunga più sensibile.
Quindi il problema è questo: perchè il faro ingiallisce? Ingiallisce perchè la mattina spunta il sole e quindi ci sono gli UV oppure perchè è saltato lo strato protettivo che lo espone agli UV ed a tutto il resto?
Mi cito e cito il file che hai linkato.
nel file che hai postato trovo scritto:
Per impiegare il policarbonato all’esterno ed evitarne l’ingiallimento e la degradazione ad opera dell’esposizione ai raggi ultravioletti, il policarbonato può essere trattato su uno o entrambi i lati con uno strato anti-UV, costituito da un sottile film in polimetilmetacrilato, applicato mediante verniciatura o coestrusione.
Poi ho scritto:
e nel testo che hai linkato trovo scritto che i materiali polimerici subiscono questi stressor:
Molti polimeri termoplastici, pur possedendo proprietà specifiche, hanno caratteristiche comuni, come buona resistenza a molti agenti chimici, combustibilità, fragilità alle basse temperature, invecchiamento precoce (in assenza di additivi specifici) sotto l’azione dei raggi ultravioletti e, più in generale, degli agenti atmosferici, elevato coefficiente di dilatazione termica, scorrimento a freddo a temperatura ambiente in situazioni di sforzi meccanici, scarsa (o nulla) resistenza ai solventi organici, ai graffi e agli urti.
Tutte le materie plastiche sono però soggette ad invecchiamento, a un processo lento di degradazione per effetto della luce del sole, soprattutto delle radiazioni ultraviolette, del calore e dell’ossigeno.
ed ancora
Ci si limita quindi a fornire solo alcune indicazioni di carattere generale sulle cause più frequenti di invecchiamento e degrado, che si individuano nella temperatura, nel fuoco, nel raffreddamento rapido in fase di lavorazione, in alcuni solventi, nei raggi ultravioletti, nell’ossidazione e sui conseguenti deterioramenti che queste cause inducono.
ed ancora
I fenomeni che caratterizzano il degrado termico sono la perdita del colore o l’ingiallimento del materiale.
ed ancora
Le materie plastiche, come il PE, il PVC e soprattutto il PTFE o l’ETFE, offrono in genere buona resistenza ad acidi e basi inorganiche, ma possono reagire con solventi organici (ad esempio l’acetone) e talvolta con l’acqua (ad esempio il nylon). L’acqua può essere dannosa per i polimeri con gruppi polari e buona affinità: penetrando nel materiale provoca la rottura dei legami intermolecolari, la diminuzione del modulo elastico e il rigonfiamento del materiale, che a sua volta genera tensioni interne, causa spesso della formazione di fessure. Oltre che dall’umidità, il rigonfiamento può essere provocato dalla penetrazione fra le macromolecole di molecole piccole.
ed ancora
Raggi ultravioletti L’azione dei raggi ultravioletti a risulta dannosa nel lungo periodo, perché non solo deteriora l’aspetto del materiale decolorandolo o imbrunendolo, ma riduce anche le sue proprietà meccaniche.
Ossidazione La riduzione delle proprietà meccaniche può essere determinata anche dall’ossidazione: i radicali liberi provenienti dalla rottura di legami chimici delle catene fissano l’ossigeno.
Particolarmente sensibile a questo tipo di degrado è il polipropilene.
Con quest'ultimo messaggio penso di essere stato oltremodo chiaro.
No, io ho capito cosa hai scritto nel messaggio a cui ti riferisci però forse non mi sono espresso in modo sufficientemente chiaro nel mio messaggio e la questione è passata in secondo piano ...
Abbiamo constato che i principali responsabili sono i raggi UV, gli agenti atmosferici, il calore, l' ossigeno e i solventi organici come l' acetone o la benzina ma solo nei casi di alcuni polimeri, sono i fattori che determinano il deteriomento del rivestimento e successivamente del policarbonato...A mio avviso questi fattori sembrano tutte cose a cui la macchina va incontro nel suo ciclo di utilizzo ...Allora considerando che un trattamentento di PMMA ha una durata stimata intorno ai 10/15 anni e che l' auto è sottoposta per sua natura ai fattori nominati in precedenza allora possiamo definire l' ingiallimento un processo dovuto all' incuria oppure qualcosa di invetibile per molti automobilisti la cui auto è costretta delle sollecitazioni maggiore per cause di "forza maggiore" ?
Dal tuo messaggio mi sembra di capire che convieni con me ossia che è un fenomeno dovuto al passare inesorabile del tempo
Per me è incuria lasciare un'auto lercia per giorni, cosi come lasciarla al sole battente o sotto gli alberi, sempre è possibile parcheggiarla altrove, cosi come lasciarla piena di sale o piena di sabbia se si abita in montagna o al mare e questo non fa che accelerare il deterioramento della carrozzeria e dei fari. Anche a me capita di lasciarla per forza sotto gli alberi, o di avere deiezioni di uccelli, ma successivamente mi adopero appena possibile per ripristinarla e non ho mai avuto problemi di ingiallimento dei fari (uso la cera sui fari, dura come natale e santo stefano a causa del calore; mai usato sigillanti), sarà un caso?
Anche il manuale di uso e manutenzione dice di lavare immediatamente l'auto quando sporca:
Gli escrementi degli uccelli devono essere lavati immediatamente e con cura, in quanto la loro acidità risulta particolarmente aggressiva. Evitare (se non indispensabile) di parcheggiare la vettura sotto gli alberi; rimuovere immediatamente le sostanze resinose di natura vegetale poiché, una volta essiccate, potrebbero richiedere per la rimozione, l'impiego di prodotti abrasivi e/o lucidanti, fortemente sconsigliati in quanto potenziali cause di alterazione della caratteristica opacità della vernice.
Per me una coltre di insetti sui fari, per giorni e giorni, lasciati li a cucinare al sole ed al calore, non fa che aumentare il rischio di deterioramento precoce: calore, uv, sostanze organiche hanno un effetto sinergico sull'invecchiamento precoce e si per me è incuria, perchè si accelera un processo che potrebbe essere più lento.
Sono maniacale? Non mi sembra, anzi mi sembra strano il contrario in un forum dove l'attenzione alla manutenzione è particolarmente puntigliosa.
Vedo fare cambi olio ogni 10'000km, cambiare lampadine ogni 3 mesi, usare additivi di tutti i tipi per prevenire eventuali danni o ritardare l'usura delle parti anche li dove è sconsigliato dal libretto di uso e manutenzione, pulire, ingrassare o sostituire parti solo per il gusto di farlo o per prevenire un'eventuale invecchiamento precoce, mi sembra davvero strano che in pochi si adoperino per rallentare l'invecchiamento della carrozzeria e dell'impianto di illuminazione.
Chissà forse sono due cose non considerate utili o necessarie... ma ripeto, per me è incuria lasciare l'auto lercia o lavarla sono in occasione di battesimi e matrimoni, perchè non fa altro che accelerare il processo di invecchiamento.
Non è incuria lasciare la macchina sotto al sole, semplicemente molti non hanno scelta.
Come il sottoscritto: la macchina la parcheggio dentro casa e sta sempre al sole. A sto punto che dovrei fare, chiedergli di spostarsi e non illuminarmi la macchina?
Per me è incuria lasciare un'auto lercia per giorni, cosi come lasciarla al sole battente o sotto gli alberi, sempre è possibile parcheggiarla altrove, cosi come lasciarla piena di sale o piena di sabbia se si abita in montagna o al mare e questo non fa che accelerare il deterioramento della carrozzeria e dei fari.