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Evoluzione dell'automobile

Salva-Racing

Youtuber
Utente Avanzato
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Auto
Volvo V50 2,4 140 CV 2005 (GPL) + Opel Agila 1.0 12V 2000
come evoluzione proporrei i pannelli solari sull'auto!:Woot::Shamefully::Shamefully::Shamefully:
 

Motoradders

Autore di Tutorial
Auto
Fiat Seicento 1.1 8V MPI '02
I pannelli fotovoltaici non sono abbastanza efficienti. Ci vorrebbe una distesa come minimo di mezzo campo da calcio per avere un' accettabile potenza elettrica. Poi rimane anche il fatto che se non colleghi i pannelli a delle batterie, la macchina si può usare solo di giorno e funziona meglio solo con bel tempo e ora di pranzo.

Proponevo l' idrogeno come soluzione statica non dinamica. Diventa un problema portarsi dietro l' idrogeno perché è pericoloso, ma non è altrettanto pericoloso se installo una centrale nucleare a fusione e cambio la fornitura dei benzinai da carburante a corrente.
Diventa tutto molto più semplice se al benzinaio lascio le batterie scariche e io acquisto quelle ricaricate. A sua volta, il benzinaio ritira le batterie scariche, che provvederà a ricaricarle e a rivenderle prendendo in cambio altre scariche.

L' energia fornita ai distributori la prendi dalle centrali nucleari a fusione. Si tratta di un piano molto semplice che utilizza le reti elettriche già esistenti. Al benzinaio di oggi, gli arriva già la corrente, basta solo potenziare il suo pezzetto di linea per fargli arrivare più energia e permettergli di caricare in fretta le batterie.

Altra cosa: una centrale nucleare a fusione è molto più sicura di una centrale nucleare a fissione. La reazione nucleare di fusione non è spontanea e non autosufficiente come avviene per l' Uranio. Se succede un disastro o vi è un black out alla centrale, senza energia, l' idrogeno smette immediatamente di essere pompato e la reazione si estingue in pochi istanti. Anche se dovesse esserci una fuori uscita di idrogeno, la reazione di fusione non può auto-reinnescarsi e sarebbe l' equivalente di versare benzina su di un falò che è stato precedentemente spento da un onda d' acqua sul bagnasciuga.
Dunque l' unica preoccupazione rimane solo la fuoriuscita di idrogeno, ma è un problema da niente, perché basta interrompere la fornitura a distanza come si fa per gli acquedotti e mettersi a distanza di sicurezza aspettando che l' idrogeno scoppi o si disperda nell' aria. Poi considerando che l' idrogeno è più leggero dell' aria, in caso di fuoriuscita tenderà immediatamente a risalire l' atmosfera allontanandosi dalla centrale.

Per quanto riguarda la radiazione nucleare, è vero che la fusione genera molta più radiazione della fissione, ma questo è ovvio perché la fusione è molto più potente della fissione. Ma anche qui non si rischia un disastro ambientale di proporzioni mondiali. Non si rischia il disastro perché la radiazione continua solo se c'è la fusione, ma come abbiamo detto prima, se la fusione si interrompe per un qualche evento, cessa anche l' emanazione delle radiazioni. I soli materiali più vicini alla reazione assorbono le radiazioni, ma se pensiamo di collocare il reattore in un posto lontano, desertico, in un possibile disastro nucleare, le radiazioni si limiteranno ad esistere solo all' interno del reattore che per lungo tempo ha assorbito la radiazione emessa dalla fusione. Già allontanandosi di poco dal reattore, l' aria e il suolo sono genuini, senza presentare contaminazione da radiazioni.
Quello che è veramente pericoloso è l' Uranio e il Plutonio. Una volta innescata la fissione, sia l' Uranio che il Plutonio continuano ad avvelenare aria, suolo e acqua per milioni di anni, come è già successo con Fukushima e Chernobyl.

... ah, quasi dimenticavo Felix, come hai detto, ci vogliono temperature e pressioni elevate per avere la fusione, ma si da il caso che ci siamo già riusciti ad ottenere una fusione controllata, ma solo per 60 secondi.
 
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